• martedì 20 Aprile 2021 06:49

Nemmeno 1500 euro: solo 1497. Tanto la Corte dei Conti ha riconosciuto come copertura delle sole spese legali a Marco Visconti, ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno.
Chiamato, insieme all’ex Sindaco e a due dirigenti, Tommaso Profeta e Fabio Tancredi, a rispondere di un potenziale danno erariale legato all’inosservanza del Patto su Roma per la raccolta differenziata, Visconti – e gli altri tre – sono stati tutti assolti. Motivazione: un equivoco sui metodi di calcolo della differenziata. Nessun danno erariale.
La sentenza era arrivata a metà anno. E ora arriva la liquidazione delle spese: per otto anni di graticola, di titoloni strillati, di vita distrutta, 1497 euro di sola copertura delle spese legali.
Maledizione a quando ho scelto di fare politica – commenta Visconti con estrema amarezza – ho passato otto anni sotto inchieste. Sono stato assolto da qualunque accusa mi era stata rivolta, da quella sulla Parentopoli in Atac a questa del danno erariale di un milione e 350mila euro per il Patto su Roma per i rifiuti. Ma capita ancora di incontrare persone per strada che delle assoluzioni non sanno assolutamente nulla: il giorno delle inchieste ci sono titoli a nove colonne. Per le assoluzioni dopo anni di calvario, neanche una breve. Il giorno delle inchieste sei in qualche modo “un potente”. Il giorno delle assoluzioni sei oramai distrutto”.
La vicenda vede le contestazioni mosse ad Alemanno, Visconti e ai dirigenti legate al mancato rispetto del Patto per Roma siglato con il ministero dell’Ambiente nel 2012 con danni quantificati in 538 mila euro di mancati ricavi “che si sarebbero ottenuti dalla vendita dei materiali” e 813 mila euro di “danno connesso al sostenimento di maggiori costi per il conferimento in discarica dei quantitativi di rifiuti indifferenziati”.
La difesa ha invece dimostrato che la raccolta differenziata era passata dal 19% al 30,2%, “un balzo in avanti mai registrato né prima né dopo i nostri anni”, commentò Alemanno il giorno dell’assoluzione. “Solo la faziosità di certa opposizione politica e sociale, amplificata acriticamente da alcuni settori della stampa, poteva negare questa evidenza, riportata in tutte le statistiche ufficiali del settore. Quello che colpisce è che la Procura contabile abbia preso per buone queste illazioni aprendo il procedimento”.

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