• giovedì 28 Ottobre 2021 22:32

Un’ora circa negli uffici della Procura a colloquio con il procuratore Michele Prestipino. Mattinata piena per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ieri, che, stando a quanto trapela dal Campidoglio, ha chiesto e ottenuto un colloquio con Prestipino per parlare della situazione dei bilanci dell’Ama.
Lasciando gli uffici di piazzale Clodio, la Raggi ha spiegato: “Come sapete a breve approveremo i bilanci di Ama, abbiamo trovato cose molto interessanti e ne ho voluto parlare in Procura”.
Su Ama e i suoi bilanci, che sono fermi all’ultimo approvato al 31 dicembre 2016, ci sono inchieste aperte in Procura.
Le declinazioni dello “stiamo per approvare” sono innumerevoli nel corso degli ultimi anni senza che il futuro divenisse tempo passato prossimo “abbiamo approvato”.
Appare, tuttavia, difficile che la Raggi possa pensare di andare al voto per un secondo mandato in Campidoglio senza che nel suo quinquennio vengano approvati i bilanci di Ama o di altre partecipate.
Questa lunga querelle sui bilanci ha portato gravi conseguenze: tre assessori saltati – all’Ambiente, Pinuccia Montanari; alle Partecipate prima Massimo Colomban poi la meteora Alessandro Gennaro – e il cambio di ben cinque vertici aziendali prima della nomina, a ottobre 2019, di Stefano Zaghis, grillino dello stresso circolo della Raggi, ad Amministratore unico.
Prima di Zaghis, nella stanza dei bottoni di via Calderon de la Barca sede di Ama, si erano seduto il CdA guidato da Luisa Melara come presidente e Paolo Longoni come Ad. Prima ancora era stato il turno di Lorenzo Bagnacani che, tipo “Alla fiera dell’Est” era succeduto ad Antonella Giglio che era succeduta ad Alessandro Solidoro che era succeduto a Daniele Fortini che era un’eredità della Giunta Marino.
E mentre ruotavano vorticosamente i vertici aziendali, Ama sprofondava sempre di più nel baratro: l’incendio al TMB Salario che i grillini in Campidoglio vorrebbero a tutti i costi doloso senza che le indagini lo abbiano dimostrato; le crisi cicliche dei rifiuti sempre più lunghe e sempre più ravvicinate; la carenza di impiantistica per il trattamento e lo smaltimento; la polemica con la Regione fatta a colpi di ordinanze e rinfocolata proprio ieri dalla Raggi che ha detto “L’emergenza rifiuti è stata pilotata. La Regione non ha mai dato spazi ad Ama”. Fino alla scelta di Monte Carnevale come luogo per la nuova discarica di Roma, tornata in bilico pochi giorni fa vista la presenza certificata dall’Ispra di una falda acquifera nel sottosuolo.
E la risposta della Regione non si è certo fatta attendere: “La Raggi torna ad attaccare la Regione per alzare il livello dello scontro politico, cerando di nascondere il suo fallimento. In quasi 5 anni ha sabato 3 assessori all’Ambiente e 10 amministratori dell’Ama che da 4 anni non ha un bilancio approvato“, replica Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti.
In tutto questo caos, rimane aperta la partita dei bilanci di Ama che il Campidoglio deve approvare e non approva ancora: crediti per i servizi cimiteriali, la valutazione del Centro Carni, la liquidazione delle somme derivanti dal Contratto di Servizio sono la ragione dello stop. Che, ancora una volta, “sta per essere” superato.

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