• martedì 20 Aprile 2021 05:46

 

Mentre si preannuncia per il prossimo 8 marzo, lunedì, lo sciopero generale di Atac e Roma Tpl (24 ore di agitazione proclamate dai sindacati Cub Trasporti e Cobas Lavoro Privato), da Atac giunge la scoperta del secolo: se fai manutenzione le cose funzionano.
Una svolta epocale simile a quella della scoperta dell’acqua calda che i vertici Atac e l’assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese, hanno comunicato ieri mattina in Commissione Trasparenza agli esterrefatti consiglieri comunali.
In circa 21 mesi si è ridotto di 38 unità il numero di scale mobili ferme nelle stazioni delle metropolitane di Roma. Erano 127 gli impianti fermi a giugno del 2019 e sono quindi oggi 89”, ha spiegato Calabrese che ha aggiunto: “le attività manutentive hanno portato dei risultati”. I problemi principali sono “le infiltrazioni di acque meteoriche, infiltrazioni che stagnavano da decenni – ha precisato Calabrese – e che hanno posto in essere la necessità di intervenire anche sulle strutture in cemento armato”. Ovviamente, causa Covid, assurto al livello di ombrello per qualsiasi cosa, “L’ente per i collaudi (l’Ustif del Mit, ndr) ha avuto un periodo di fermo e alla ripresa ha dovuto recuperare gli interventi” che si erano accumulati.
Poi si sono aggiunti i tecnici di Atac che hanno presentato i dati sugli impianti fermi per guasto che, alla data del 26 febbraio, quando è stata compiuta la rilevazione, risultavano essere il 5,6% del totale, il 30% in meno rispetto a due anni fa. “Tale risultato è stato ottenuto grazie all’efficientamento del processo di gestione delle manutenzioni, iniziato con il cambio voluto da Atac della ditta di manutenzione”. La stessa Atac che aveva anche voluto l’affidamento delle manutenzioni con il ribasso del 50%. Ma questi sono dettagli.
Nel corso dell’audizione è stato ricordato che risultano chiusi 19 impianti a causa di infiltrazioni di acqua dalla rete fognante o dalla superficie, altri 50 impianti sono spenti in ottemperanza alle norme anti-Covid e altri 48 per fine vita tecnica, dei quali 33 già in corso di sostituzione.
Quindi ci sono 15 impianti giunti a fine vita per i quali non è ancora stato previsto nulla. Quindici impianti fermi per incapacità nel programmare per tempo i lavori di sostituzione.
Fra i quindici fermi, si inseriscono tutti gli impianti di Castro Pretorio e Policlinico sulla metro B, due stazioni chiuse da ottobre Castro Pretorio e novembre 2020 Policlinico i cui lavori erano stimati a dicembre in 334 giorni e che ora slittano ancora.

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