• martedì 28 Settembre 2021 00:40
Carlo Calenda

“Roma, sul serio”: punta tutto sulla serietà e la concretezza, Carlo Calenda, per marcare una netta distinzione da Virginia Raggi e la sua sbandata ciurma ma anche dal Pd di cui stigmatizza la classe dirigente.
Ci sarà una specie di flotta di ape car, 300 spazi sui bus, 400 sui parapedonali, 450 banchetti in tutta la città con più di 600 volontari che diventeranno 1.500 entro settembre con l’obiettivo di spiegare il programma porta a porta ai cittadini.
Sono passati otto mesi dalla decisione di Carlo Calenda di correre a Sindaco di Roma e ieri è stata presenta ufficialmente la campagna elettorale per la sua candidatura.
Al fianco del leader di Azione, nella conferenza stampa convocata nella sede del suo partito a corso Vittorio, c’erano Dario Nanni e Flavia De Gregorio, che si occuperanno rispettivamente di periferie e politiche sociali, e la presidente di Retake Roma, Paola Carra.
Oggi parte la nostra campagna elettorale e lanciamo lo slogan “Roma, sul serio””, ha spiegato Calenda che ha aggiunto: “Mi sono candidato perché penso che non sia vero che Roma non sia governabile ma ci vuole un lavoro complicato che richiede molti mesi. Oggi presentiamo un pezzo significativo del programma, frutto del confronto in 60 quartieri con 500 associazioni di cittadini proponendo una soluzione su ogni singolo problema grazie a 27 gruppi di lavoro con 300 persone su temi trasversali come verde, rifiuti e trasporti. Ogni settimana presenteremo un nuovo pezzo, oggi parliamo di politiche sociali”.
Nelle prossime settimane, il programma sarà integrato con gli altri temi mentre, da un punto di vista organizzativo, Calenda prevede di avere una “grande lista civica che si presenterà in tutti i Municipi e in Assemblea capitolina“.
Netto il giudizio sulla Raggi, mai nascosto neanche quando era Ministro dello Sviluppo economico: “La gestione di Raggi è stata disastrosa, oggi Roma è una delle peggiori capitali del mondo ma questo blocco e declino della città viene da lontano ed è imputabile a sinistra, destra e M5S. Per cambiare Roma bisogna cambiare la classe dirigente che entra in Assemblea capitolina, a Roma i sindaci eletti non hanno fatto i sindaci, io voglio farlo”.
Da ieri è attivo anche il sito internet dove i cittadini potranno non solo leggere la parte già stilata del programma ma anche consultare le proposte elaborate per i diversi quartieri cittadini.
“Su ogni punto del programma spieghiamo quanto costa e quanto ci si mette ed è fatto su due orizzonti temporali, il primo mandato e i due mandati. Questo perché per far diventare Roma come Parigi o Londra ci vogliono 10 anni. Nelle prossime settimane presenteremo i presidenti di Municipio e i candidati consiglieri”.
E se i tre nomi – Dario Nanni, Flavia De Gregorio e Paola Carra – sono assessori in pectore, qualora Calenda vincesse, un paio di stoccate Calenda le riserva al Pd: “È andato bene fino a Veltroni ma con Gualtieri oggi c’è la stessa classe dirigente che ha affossato Roma” e, sui poteri speciali, Calenda è chiaro: “In attesa della riforma costituzionale, Zingaretti deleghi a Roma come da norme esistenti i poteri della Regione”.

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