• domenica 4 Dicembre 2022 08:37

Burgio: “Mi sono già autosospeso. Il boss? Era affascinante”

Mi sono autosospeso da capogruppo e dal partito. In queste ore sono stato investito da una tempesta terribile pur non essendo neanche indagato, tanto che ho pensato pure di buttarmi dalla finestra”.

Adriano Burgio, fino a ieri pomeriggio capogruppo dei Dem al IX Municipio, quello dell’Eur, è un fiume in piena. Finito nei brogliacci dell’ordinanza che ha portato in carcere il presunto boss mafioso, Giuseppe Guttadauro, detto “il dottore” in quanto ex primario all’Ospedale Civile di Palermo e imparentato con il latitante Matteo Messina Denaro, Burgio rivendica la sua innocenza e anche il fascino che Guttadauro esercitava su di lui.

Ero in Albania – racconta Burgio a Il Messaggero – quando vengo agganciato per risolvere un problema per il figlio di Guttadauro che doveva superare i test di ammissione a odontoiatria in Albania. Io mi sono reso disponibile per la parte logistica. Tornato a Roma mi viene presentato “il dottore”. Io non sapevo neanche chi fosse. L’ho incontrato al fungo dell’Eur e lì lui mi disse chi era: “Fai ricerche su google e vedi”. Solo che era un uomo libero, di grande gentilezza e fascino. Sapeva il latino e il greco, grande conoscenza della medicina e anche del 41 bis (il regime carcerario dei boss mafiosi, ndr). E sì, non è un problema dire che ne ero affascinato”.

Il problema è che Burgio – eletto nelle liste del Pd al Consiglio del Municipio Eur, presidente Teresa Di Salvo (Pd), con 200 voti di preferenza – viene descritto nelle carte dell’inchiesta come “consapevole dello spessore mafioso” del “dottore” al quale offre, secondo quanto si legge nell’ordinanza di arresto di Guttadauro, “incondizionata disponibilità alla commissione di azioni criminose”.

Fra queste, spicca la vicenda Sciarra: un contenzioso con Unicredit per 16 milioni di euro. “Ma io in questa vicenda – replica Burgio – ci sono entrato perché ho un amico che fa l’autista alla Camera dei Deputati e mi era stato chiesto di trovare qualcuno che potesse intervenire su Unicredit. Ma la cosa non è andata in porto. Mi era stata promessa una ricompensa di alcune migliaia di euro che non ho visto. La verità è che se fossi quello che questa tempesta mediatica vorrebbe, qualcuno dovrebbe dirmi come mai io sia a piede libero”.

Ho fatto chiedere al mio avvocato – risponde – e non sono neanche indagato. Il mio nome è associato a una serie di vicende nelle quali, però, io non sono entrato. Ora spero che questo caos passi. Politicamente, a parte autosospendermi, ora c’è da capire come muoversi perché non esiste un vicecapogruppo che possa sostituirmi quindi vedremo se dovrò dimettermi o ne sarà nominato uno a interim”. 

Dal Pd, il segretario romano Andrea Casu, è netto: “Su questo tema ci sono statuto e codice etico. Burgio ha lasciato l’incarico di capogruppo e si è autosospeso dall’iscrizione al partito. Un gesto che apprezziamo  e che pone al riparo tutta la nostra comunità”.

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