• giovedì 8 Dicembre 2022 16:30

Alla fine, oggi, Adriano Burgio – fino a due giorni fa capogruppo Pd in IX Municipio, Eur e finito nelle carte dell’inchiesta che ha portato in carcere il presunto boss mafioso Giuseppe Guttadauro – sarà espulso dal Pd.
La notizia arriva, pur se in forma non ancora ufficiale, dalla Commissione di Garanzia dei Dem che oggi dovrebbe procedere alla cancellazione di Burgio dall’Albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti del Pd. Insomma, Burgio – che non risulta neanche indagato – paga politicamente il “fascino” subito da parte di Gattadauro. E per lui arriva l’espulsione.
Nell’ordinanza di arresto di Guttadauro di lunedì scorso, Burgio compare in 33 pagine coinvolto a vario titolo in una serie di vicende. Secondo gli inquirenti Burgio era “consapevole dello spessore mafioso” di Guttadauro al quale ha offerto “incondizionata disponibilità alla commissione di azioni criminose”.
Già nella prima mattina di ieri, Burgio era stato sostituito nel ruolo di capogruppo. Il Pd romano aveva diffuso una nota: “I migliori auguri di buon lavoro a Giuseppe Grazioli – nuovo capogruppo del PD nel IX Municipio – e alla vice capogruppo Paola Vaccari eletti all’unanimità a guidare il gruppo del Partito Democratico municipale”, aveva scritto il segretario romano dei Dem, Andrea Casu. Il quale subito ha sottolineato con forza: “Nessuno si permetta di mettere in correlazione il nostro Partito con una vicenda che con il PD non ha e non deve avere niente a che fare: nei processi contro la Mafia il Partito Democratico si è costituito parte civile. Le aule giudiziarie sono l’unico luogo di confronto con i boss in linea con i valori, lo statuto e il codice etico delle democratiche e dei democratici e ogni atteggiamento diverso è totalmente incompatibile con l’appartenenza alla nostra comunità”.
Nella giornata di martedì, Burgio, eletto con 200 voti di preferenza e giunto nono fra le liste Dem alle scorse elezioni per il Municipio dell’Eur, si era autosospeso sia dal ruolo di capogruppo che dal partito.
Parlando con il Messaggero, Burgio aveva ammesso la frequentazione con Guttadauro, detto “il dottore” essendo stato primario all’Ospedale Civile di Palermo, del quale conosceva anche le passate condanne per mafia. Ma ne era rimasto “affascinato”: eloquio, “cultura, parla latino e greco, conosce la Bibbia a memoria, raccontava di come funzionava il regime del 41 bis (quello che scontano i boss mafiosi, ndr), di come funzionava dentro il carcere di Rebibbia”.
Burgio al Messaggero si è dichiarato innocente dagli addebiti, portando a sostegno della propria posizione il non essere indagato.
E, nuovamente contattato dal Messaggero circa l’espulsione dal Pd, commenta: “Fortunatamente ho una compagna che mi è vicina e ho ricevuto molte chiamate di vicinanza. Ho preparato una comunicazione per il Presidente del Consiglio del Municipio, Luca Bedoni, per formalizzare la mia adesione al Gruppo Misto. Mi dispiace perché credo stessi svolgendo bene il ruolo di capogruppo, almeno a giudizio dei colleghi. Io spero solo che questa notte riuscirò a dormire almeno un paio d’ore e che questa storia finisca presto: so di essere innocente e questa è la cosa più importante”.

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