• domenica 4 Dicembre 2022 09:21

Non c’è pace per le metropolitane romane: ieri, per un’oretta nell’ora di punta della mattina, si ferma di nuovo la B1 (Bologna-Jonio) per mancanza di treni. Poi tocca alla linea A: chiudono Vittorio Emanuele e Re di Roma.
Insomma, al disastro causato dall’incapacità dell’Amministrazione capitolina pentastellata di garantire la corretta revisione dei treni che sono stati posti fuori servizio per essere revisionati, si continuano a sommare i disservizi per le stazioni che chiudono.
Il giorno prima, sulla A, erano state chiuse ancora Re di Roma e Barberini, quest’ultima per due volte in pochi minuti.
Ormai si tratta di un andazzo consolidato che richiederà ancora mesi prima di tornare a una normalità: gli indicatori sulle banchine della metro A e B quasi sempre segnano tempi di attesa fa treno regionale non da metropolitane, nell’ordine dei 15 minuti di attesa fra un treno e un altro.
Eppure l’Amministrazione Raggi nel 2017, ha ricevuto 425 milioni di euro dallo Stato per ammodernare le linee metro, 66 dei quali destinati alla manutenzione dei treni di linea A, B/B1 e Roma-Lido di Ostia. Amministrazione Raggi che, però, è riuscita a assegnare la gara d’appalto a dicembre 2020, per cui, considerando che per revisionare ogni treno occorrono da cronoprogramma, 4 mesi, oggi sulla linea B Atac riesce a mettere in campo solo 13 treni su 32 previsti. Per cui, se, come avvenuto ieri, un paio di convogli hanno dei problemi e devono essere mandati in officina, ad Atac rimane solo l’opzione di chiudere la B1, a meno di non far girare i treni rimasti con frequenze intorno ai 30 minuti.
Analogo stop si era verificato il 1 marzo: 3 treni con guasti dell’ultimo minuto e la B1 chiusa dalle 6.30 del mattino alle 19.30 di sera. Ieri è andata un po’ meglio: lo stop arriva alle 7.48 di mattina e la ripresa del servizio alle 9.30. Anche se due ore nell’ora di punta mattutina sono letteralmente un disastro per l’utenza che oramai non può più fare affidamento sul servizio.
Una inaffidabilità dei treni e una inaffidabilità delle stazioni: fra chiusure e rallentamenti, nel primo bimestre dell’anno i dati ufficiali dell’account twitter @infoatac testimoniano il deterioramento del servizio.
Fra linea A e linea B/B1 a gennaio si sono verificati 30 “eventi” segnalati da Atac: 19 chiusure di fermate o tratte del servizio e 11 episodi di rallentamenti. Il tutto è “costato” all’utenza una perdita di tempo di un mese, un giorno e 12 ore. A febbraio, anche peggio: 34 eventi (26 stop e 8 rallentamenti), pari a un mese, 7 giorni e 10 ore di tempo perso. In totale, siamo a 64 eventi avversi con un “costo” in termini temporali di due mesi, 8 giorni e 22 ore.
Raffrontando questo dato con quelli di gennaio/febbraio del 2021 e del 2020, il dato segna una caduta libera. Nel 2021, la A e B/B1 nei primi due mesi dell’anno fecero segnare 43 eventi avversi con due mesi, due giorni e 18 ore perse. Nello stesso periodo del 2020, gli eventi avversi turno 53 ma con una perdita di tempo analoga al 2021: 2 mesi, 3 giorni e 22 ore. Che nel 2022 in due mesi soli le metro di Roma abbiano accumulato maggiori ritardi per 6 giorni in più è la misura del disastro.

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