• giovedì 29 Settembre 2022 06:45

L’obiettivo della Giunta Gualtieri è di arrivare entro aprile al voto in Aula e far approvare i bilanci e il piano di risanamento di Farmacap, l’azienda speciale capitolina che gestisce le 45 farmacie comunali. E che non ha un bilancio approvato dal 2012 e con un debito accumulato di 22 milioni di euro.

Ieri è iniziato l’iter di approvazione con la seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Servizi sociali, durante la quale il capo di gabinetto del Comune, Albino Ruberti, ha illustrato il piano di risanamento parlando di “ultima spiaggia” per Farmacap.

Si parte da 8 bilanci da approvare con perdite per 19,3 milioni di euro più interessi. L’ultima gara per le forniture di farmaci risale al 2014, poi sempre proroghe. Sedi inutilizzate; indebitamento con i fornitori per quasi 10 milioni di euro più un fido con MontePaschi, “interamente utilizzato”, per altri 10 milioni. Solo 13 farmacie su 45 superano un milione di euro di ricavo annuo, 17 stanno fra mezzo milione e un milione e altre 15 incassano meno di 500mila euro l’anno. 

Insomma, un quadro assolutamente desolante sul quale pesano anche i continui cambi di management con un Commissario straordinario, Francesco Alvaro, sotto Ignazio Marino e ben tre sotto Virginia Raggi, Angelo Stefano, Marco Vinicio Susanna, Jacopo Marzetti. Fino all’idea degli ultimi giorni della Raggi da Sindaco, di unire Farmacap a Zetema, società che si occupa di cultura.  

A parte l’approvazione dei bilanci, il Piano di risanamento prevede che il Comune ripiani i 22 milioni di predite di Farmacap, versando direttamente poco più di 13,5 milioni e aprendo un prestito di altri 3,6 milioni. Inoltre: vendita dei 4 immobili non più in uso per un incasso atteso di 3,6 milioni; modificata la modalità di acquisto dei farmaci con una nuova gara; avviata una nuova strategia di marketing cercando di fidelizzare i clienti e modificata la struttura gestionale delle singole farmacie aprendone una nuova al Tufello e spostando quella di Selva Candida. In questo modo, se il bilancio 2021 si chiuderà con 1,5 milioni di euro di perdite, quello 2022 è atteso con un -319mila euro e dal 2023 in poi in un crescendo di attivo, da 689mila a 914mila euro in positivo per il 2024.

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