• giovedì 29 Settembre 2022 07:45

La prima cosa che salta agli occhi sono le tendopoli: ne abbiamo contate una mezza dozzina, praticamente una sotto ogni ponte, più qualcuna che, dal Tevere, si intravede nella boscaglia. Vite ai margini, nel cieco silenzio di una vita che, affannosa, corre pochi gradini più sopra, imbottigliata nel traffico del Lungotevere. Poi, complice anche la bassa del Fiume, almeno due metri sotto il livello medio del periodo, c’è l’immenso degrado quotidiano dei rifiuti abbandonati, del parcheggio selvaggio lungo le banchine, di bici e monopattini ammonticchiati e dimenticati. Un degrado spezzato solo dalla immensa bellezza dell’elemento naturale e dalla meraviglia dei ponti e dei grandi palazzi che sorgono sui lungotevere.

Benvenuti nel tour dell’abbandono, organizzato da Fabrizio Santori, consigliere comunale della Lega, proprio nel giorno in cui la Giunta Gualtieri annuncia una memoria, a firma degli assessori all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, e all’Urbanistica, Maurizio Veloccia. Una memoria, poco più di un post it a uso interno, che fa seguito alle promesse elettorali sulla riqualificazione del Tevere di tutti i sindaci di Roma, da Nerone in poi. 

Nel frattempo, le competenze restano sempre un guazzabuglio inestricabile: Comune e Regione, con i loro Dipartimenti Ambiente, Urbanistica e Lavori pubblici, l’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale (una volta Autorità di Bacino del Tevere), l’Agenzia regionale per la Difesa del suolo (Ardis), il Ministero dell’Ambiente. Chi ha un pezzo di competenze, chi un altro e alla fine nessuno decide e tutti si pestano i piedi.

Per cui, il risultato è immondizia abbandonata, vegetazione stile foresta amazzonica, parcheggio selvaggio, discarica di bici e monopattini in sharing, rifugio per disperati e senza casa fra germani reali e gallinelle d’acqua. 

E di certo non sono sufficienti le quattro o cinque settimane di Estate romana con gli stand sulle banchine in Isola Tiberina, o le spiaggette tipo la Piazza Tevere, a Ponte Sisto, e la più nota Tiberis, a Ponte Marconi, tanto cara a Virginia Raggi e, incurante delle allora feroci e motivate critiche del Pd di opposizione, portata avanti anche dalla Giunta Gualtieri e dal Pd di governo. Sono palliativi che non risolvono il nodo: il Tevere è abbandonato.

Il tour di Santori, poco più di 4 km, inizia da Ponte Risorgimento. Tappa unica a Ponte Sant’Angelo dove sale una scolaresca romana che scenderà alla fine del percorso, all’Isola Tiberina.

Fabrizio Santori

“Serve una riforma sulle competenze”, spiega Santori. “Se continuiamo con la dozzina di uffici e i 5 o 6 Enti di oggi avremo solo Sindaci che promettono in campagna elettorale e che poi non possono mantenere dopo. Nella riforma di Roma Capitale c’è l’opportunità di rilanciare la città con l’autonomia, affinché accorpi a sé tutte le competenze: ci sono i fondi del Pnrr, c’è il Giubileo 2025 e Expo 2030”. 

Aggiunge Stefano Donghi, vicepresidente Confapi Lazio Turismo: “Speriamo che con il Pnrr si riesca a dare giusto valore a questo fiume”.

 

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