• giovedì 30 Giugno 2022 22:10

Parte il piano di risanamento di Farmacap, l’azienda di proprietà del Campidoglio che gestisce le 45 farmacie comunali con oltre 300 dipendenti. O che dovrebbe gestirle, visto che dall’epoca di Marino fino a tutto il governo Raggi, i conti dell’azienda sono precipitati nel rosso profondissimo.
Il Comune, dopo il voto favorevole in Assemblea capitolina al piano di risanamento, si avvia a immettere nuovi soldi in Farmacap: 13,6 milioni per coprire le perdite accumulatesi fra le Giunte Marino e Raggi; 4,9 milioni per aumentare il capitale e 3,6 milioni come anticipo su future vendite di immobili non strategici. Fanno oltre 22 milioni di euro per cercare di rimettere in piedi Farmacap.
Il piano elaborato dalla Giunta Gualtieri grazie a questa una cospicua iniezione di capitali prevede per il prossimo anno di avere un attivo di 1,2 milioni di euro che saliranno a 1,4 nel 2024.
Intanto, la copertura delle perdite generatesi sotto le due Giunte precedenti, porterà all’azzeramento dei debiti, con relativi interessi, di Farmacap causati dallo scoperto con il Monte dei Paschi di Siena per oltre 11 milioni di euro, ovvero una riduzione di mezzo milione solo di interessi.
Secondo passaggio: cambieranno le modalità di acquisto dei farmaci, attraverso nuove procedure di gara, ricorso a grossisti e approvvigionamento dei farmaci anche presso le case farmaceutiche produttrici.
Terzo: cercare di fidelizzare la clientela, esattamente come fanno le farmacie private.
In pratica, secondo le previsioni dei tecnici del Comune, la combinazione di nuovi soldi liquidi e di nuovi metodi di approvvigionamento potrebbe tradursi in una riduzione media del costo dei farmaci per 5% che consentirebbe di aprire 11 nuovi presidi sul territorio.
Plaudono i sindacati che parlano di “rilancio e cambio di passo” dopo “diversi anni di gestioni arroganti e spesso prive di competenza, finalizzate a progetti di liquidazione e svendita del patrimonio pubblico”. In una nota congiunta, Rsa Filcams-Cgil, Usi, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil affermano: “Adesso è necessaria la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione e di un nuovo direttore generale. Siamo consapevoli che questa è l’ultima chance: serve una riorganizzazione profonda della struttura aziendale e nuove assunzioni di personale farmacista”.

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