• domenica 5 Febbraio 2023 22:04

 

Riapre, forse sì, forse no, il 4, no, forse l’11 giugno. La certezza è una sola: con Atac, certezze e trasparenza non ce ne sono. Stazione della metro B1, Libia: dopo Cornelia che sta a -40 metri dal piano strada, Libia, con -36 metri, è la seconda stazione per profondità della rete metro di Roma ed è servita da 26 scale mobili che superano dislivelli da 4 metri e 83 fino a 5 metri e 64.

Il 25 maggio, all’alba, arriva il solto tweet di @infoatac, l’account ufficiale con cui l’Azienda aggiorna in tempo reale i passeggeri. Alle 5.29 della mattina Atac parla di “guasto tecnico” con la stazione che resta chiusa al servizio viaggiatori. Una prassi abituale e consolidata: annunci come questo sono ormai la quotidianità della metropolitana romana.

Poche ore dopo, 10.32, cambia la versione con un “aggiornamento”: “stiamo svolgendo lavorazioni sulle scale mobili e la stazione Libia è chiusa”. 

Tutti i giorni, questo annuncio viene ripetuto. Salvo il 2 giugno quando Atac, rispondendo al quesito di un utente, risponde che la riapertura di Libia “è prevista per la data del 4 giugno”.

Il 4 giugno arriva e passa e in stazione compare un cartello: “dal 25 maggio all’11 giugno è temporaneamente chiusa la stazione Libia” a causa di “lavorazioni sulle scale mobili”.

Perciò domandiamo ad Atac ufficialmente lumi e chiarimenti: “Sugli impianti della stazione Libia sono in corso le revisioni decennali alla presenza degli enti di controllo. È stato già eseguito il collaudo di 8 impianti per i quali Atac è in attesa dei documenti autorizzativi. I restanti impianti sono già revisionati in attesa di collaudo. La riapertura ha richiesto più tempo del previsto, come è stato comunicato, per il protrarsi della programmazione nei sopralluoghi con gli enti esterni preposti al controllo. Si prevede che ciò ritardi la riapertura di circa una settimana, quindi per l’11 giugno”.

A questo punto, rilanciamo e chiediamo all’Azienda di chiarire come mai il 25 maggio viene annunciato prima un “guasto tecnico” e poi un lavorazione programmata come una “revisione decennale”. 

Anche perché, quando Atac ha dovuto fare le revisioni in altre stazioni, le chiusure sono state annunciate e programmate. Mentre qui si è improvvisato.

Consultando poi il fascicolo delle scale mobili di stazione, viene fuori che, come detto, sono 26 gli impianti in servizio. Ogni impianto – scala mobile, ascensore o monta scale che sia – deve essere sottoposto per legge a una serie di revisioni che ne dovrebbero criticare il buono stato di funzionamento: la prima si fa a 10 anni di vita dall’iniziale “nulla osta tecnico”, il “Not”, che consente di metterla in funzione. La seconda, poi, è programmata dopo 20 anni dal Not ma con una revisione generale e approfondita. Infine, 30 anni dopo il rilascio del Not, l’impianto deve essere smontato e sostituito. 

Ora, stando ai documenti Atac, a Libia la revisione decennale è scaduta il 24 maggio per 4 scale; per 14 il 25; poi una il 31 maggio e una il 1 giugno e le ultime 5 scadono oggi. 

 

Quindi, abbiamo sollecitato Atac a fornire gli estremi della gara d’appalto che, senza dubbio, considerando la scadenza annunciata da 10 anni, l’Azienda deve aver fatto. E abbiamo anche chiesto – consegnando l’elenco dei numeri di matricola di tutte le scale mobili – di sapere su quali scale si sta intervenendo e in cosa consista l’intervento. Domande senza risposta né trasparenza. 

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