• domenica 4 Dicembre 2022 17:03

Il giallo della palazzina Atac: venduta e ora di nuovo all’asta

 

Venduta, forse sì. Anzi, no. Nel caos dei conti Atac, con il Campidoglio che si prepara a chiudere l’esperienza fallimentare del Concordato preventivo Raggi investendo oltre un centinaio di milioni di euro per ricapitalizzare Atac e dire addio anticipatamente al Concordato, c’è il giallo dell’asta della sottostazione elettrica di via Terni a San Giovanni. Che risulta venduta una volta e pronta da vendere la volta dopo.
Oltre 2mila 100 m

etri quadri, nel pieno centro di Roma, a San Giovanni, in una palazzina anni ’20 del secolo scorso “con prospetto principale caratterizzato da elementi decorativi”: tre livelli più uno interrato con uffici, locali accessori e quattro appartamenti più una porzione con ingresso carrabile e pedonale “caratterizzata da un unico volume con altezza interna di circa 10 m”: è la sottostazione elettrica di proprietà Atac che l’Azienda e il Comune hanno inserito fra i beni da vendere.
Come tutti i beni da vendere inseriti nel concordato fallimentare voluto dai 5Stelle, questo edificio viene affidato alla Yard, una delle grandi società italiane specializzate nel settore.
E qui arriva il giallo.
Nel 2021 il prezzo a base d’asta è di 3 milioni e 300 mila. Va in asta una prima volta ad aprile 2021, asta deserta. Poi a settembre dello scorso anno. E risulta venduta. Solo che ora, sul sito di Yard, risulta nuovamente in vendita nella prossima asta del 27 luglio. E a un prezzo decisamente inferiore: 1 milione 692mila euro. Abbiamo tentato di avere notizie e spiegazioni dalla Yard ma senza successo.
Dopo i tentativi andati a vuoto già sotto l’Amministrazione Raggi, questo nuovo buco è un altro fallimento dei parametri del concordato preventivo. Formalmente, il Campidoglio aveva stimato di poter incassare 92 milioni dalla vendita di alcuni beni immobili, sottostazioni ma anche rimesse, come piazza Ragusa, piazza Bainsizza e San Paolo.

Le aste, però, sono andate male: a oggi, di quei 92 milioni non ne sono entrati nemmeno una quarantina, sia perché numerose aste sono andate deserte, sia perché sono state abbassate le valutazioni iniziali evidentemente fuori mercato visto che alcuni edifici sono vincolati e per ciascuno di essi il Campidoglio pentastellato decise di non ammettere cambi di destinazione d’uso. Di quella quarantina di milioni, poi, una parte consistente è stata ottenuta dalla Regione (per Lucha Y Siesta) e dal Comune (piazza Ragusa).

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