• domenica 4 Dicembre 2022 15:35

 

Sulla crisi rifiuti di Roma – dopo l’incendio di Malagrotta con lo stop al TMB e i valori di diossina che, certifica Arpa, tornano nella norma a Roma e Fiumicino – piomba il “balzello 5%” della Regione Lazio.
La Giunta Zingaretti ha stabilito, dando seguito a una previsione del Piano Rifiuti 2020, che chiunque chiuderà il proprio ciclo dei rifiuti fuori dal proprio “Ambito territoriale ottimale” (ATO, di fatto il territorio provinciale, ndr) dovrà pagare “un’addizionale pari al 5% dell’importo della tariffa di accesso all’impianto di trattamento”. Tradotto: Roma, Latina, Frosinone e Rieti, che non hanno una discarica, pagheranno a Viterbo, unica discarica attiva in tutto il Lazio, il 5% della tariffa di accesso alla discarica, per gli scarti della differenziata e per l’indifferenziato.
Insomma, aumenta il gasolio con conseguente aumento dei costi per portare l’immondizia romana fuori dal Raccordo, aumentano le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti romani in giro per l’Italia e ora c’è anche il balzello regionale da aggiungere al costo. E se la Tariffa Rifiuti romana è ormai stata fissata per il 2022 per il prossimo anno è plausibile attendersi un aumento dei costi.
Si legge nel testo approvato dalla Giunta Zingaretti (qui il testo in pdf) che “Tutti i comuni, ovvero gli operatori economici dagli stessi incaricati per la gestione dei servizi di igiene urbana (come Ama, ndr), che conferiscono i propri rifiuti urbani indifferenziati (residui dalla raccolta differenziata) presso impianti di trattamento TM/TMB/TBM siti al di fuori dell’ATO di appartenenza, sono tenuti a corrispondere un’addizionale pari al 5 % dell’importo della tariffa di accesso all’impianto di trattamento di destino, rapportata alla quantità di rifiuti urbani indifferenziati conferiti”.
In sostanza, Roma che ha circa 1700 tonnellate di rifiuti indifferenziati da smaltire al giorno, dovrà pagare il 5% della tassa per accedere alla discarica di Viterbo in proporzione a quante tonnellate effettivamente vi andranno. E questo calcolo vale per tutti i comuni del Lazio visto che in tutta la regione è attiva la sola discarica di Viterbo.
La norma prevede che questo 5% si paghi sull’indifferenziato sia se gli impianti di trattamento sono fuori provincia, sia se sono dentro la provincia ma se gli scarti del trattamento finiscono fuori provincia. E si paga pure sullo scarto della differenziata: l’addizionale del “5% è dovuta anche nel caso di conferimento di residui dalla raccolta differenziata” se in impianti fuori Ato.
Per ora i costi sono tutti da quantificare. In Campidoglio l’umore non è dei migliori: Gualtieri ottiene i poteri per superare il Piano Rifiuti regionale mal scritto e basato sui dati giudicati inattendibili forniti alla Regione dal Campidoglio a guida 5Stelle; gli Ato del Piano Rifiuti esistono solo su carta ma intanto si paga il balzello che per altro arriva mentre Roma è nuovamente sommersa dai rifiuti. A Palazzo Senatorio non commentano la delibera limitandosi a dire che “la stiamo studiando”. Chi invece non ha peli sulla lingua è Orlando Tripodi, capogruppo della Lega alla Pisana, che ha denunciato la delibera balzello della Giunta: “Nicola Zingaretti ha creato l’emergenza, prima chiudendo con l’ex sindaco Ignazio Marino, la discarica di Malagrotta, poi dismettendo la discarica e i termovalorizzatori di Lazio Ambiente a Colleferro, dove ha buttato 12,6 milioni euro di fondi pubblici. Chi dovrebbe pagare l’addizionale, Zingaretti o i cittadini?”.
Risponde l’assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani: “Per limitare il trasferimento dei rifiuti al di fuori del proprio Ambito territoriale ottimale, la Regione ha deciso di applicare un aggravio del 5% sul costo della tariffa per il trattamento e lo smaltimento. Come prevede il Piano Rifiuti regionale, infatti, questa misura punta sia a disincentivare il conferimento dei rifiuti all’esterno dell’Ato di competenza, che a garantire un ristoro economico a quei territori che accolgo i rifiuti provenienti da altre province”.

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