• mercoledì 28 Settembre 2022 05:46

L’inflazione morde a Roma. Frutta e verdura alle stelle

 

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/frutta_verdura_prezzi_zucchine_roma_supermercati-6788149.html

 

Osvaldo, 72 anni, esce dal mercato del Quadraro con tre buste. Non sono piene, ma il frutto della spesa di tre banchi diversi. «Ho pagato 50 euro per prendere un melone, le ciliegie, le albicocche, i fichi, due limoni e sei piccoli polpi», commenta. Il mix perfetto della mancanza d’acqua e il rincaro dei carburanti si fa sentire sulla spesa. Al mercato Calisse di Don Bosco Alessandro Castagna, 45 anni, è al banco 34. Tutti i giorni viene da Velletri, anche con i prodotti della sua campagna. E ammette: «Non è la prima volta che ci sono aumenti simili: è una cosa ciclica e avviene sempre, specie quando c’è un clima estremo».
Gino, 86 anni, ex autista dell’Atac, è appena passato da quelle parti e dice: «Ho difficoltà, sono pensionato e mi devo limitare nelle compere: i rincari sono tra il 20 e il 30%». Nel mercato di Appio Claudio Pina Di Serio vende tutte le mattine la frutta e la verdura che va a prendere a Guidonia. «C’è un rincaro del 30% – precisa – e pensare che al banco arrivano pure gli “aristocratici” che sembrano esigenti ma che poi prendono i pomodori di peggiore qualità solo per una questione di prezzo. E c’è chi va al supermercato perché trova l’aria condizionata e pensa di risparmiare. Ma non è così».
Le pesche vengono tra i 2,80 euro al chilo e i 3. Le zucchine sono più care (all’Appio Claudio arrivano a 4 euro al chilo, a fronte dei 2 euro del Quadraro). Praticamente a peso d’oro, invece, i fagiolini: si arriva ai 6,90 euro al chilo del Quadraro e ai 6 di Don Bosco. Ma ad Appio Claudio c’è l’offerta quasi da non perdere: 3 euro. In pratica, la metà.

NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE
A volte sono solo pochi centesimi, altre volte si arriva all’euro o oltre di differenza. Solo che, quando poi esce lo scontrino, il caro vita «si fa sentire e scatta la caccia all’offerta speciale», dice la signora Giuseppina che aggiunge: «Con la pensione la spesa è sempre più difficile e meno male che ci sono le offerte». Tre supermercati visitati di altrettante catene in differenti zone della città ma prodotti simili per cercare di capire quanto possa variare la spesa di una famiglia. Esclusi i prodotti in offerta speciale, ovviamente, siamo andati a guardare quelli base: pane, pasta, pelati in barattolo, birra, biscotti, olio, caffè. A volte le variazioni di prezzo non ci sono. Biscotti Macine del Mulino Bianco: la confezione piccola da 350 grammi costa 1 euro e 69 centesimi al Supermercato Elite di via Nomentana, all’IperTriscount di Settebagni e alla Conad di Portonaccio. Caffè: Lavazza qualità rossa nella confezione da due pacchetti da 250 grammi l’uno viene 7 euro e 99 all’Elite, 6,99 all’Ipertriscount e al Conad.
Chiude il paragrafo colazione, il costo di un litro di latte Granarolo: 1,79 all’Elite, 1,89 all’IperTriscount e 1,75 al Conad. Per il pane, il riferimento è alla classica pagnotta di casereccio tipo Genzano. Qui i prezzi variano: a Portonaccio siamo a due euro e 40 centesimi al chilo, metre a Settebagni sta a 2,99 e raggiunge i tre euro tondi sulla Nomentana. Capitolo pasta e pelati: abbiamo scelto le penne rigate della Molisana nel formato classico da mezzo chilo: 1 euro e 15 al Nomentano, 1 euro e 24 a Settebagni e uno e venti a Portonaccio. Pelati Mutti, il barattolo singolo da 400 grammi: 75 centesimi al Conad, 84 all’IperTriscount e 85 all’Elite. E visto che nel sugo per la pasta ci sta anche l’olio, il Monini Classico (bottiglia da un litro) passa da 5,99 euro all’Elite, a 5,79 all’IperTriscount e si ferma a 5,49 al Conad. Ultimo: birra, la confezione da 3 bottiglie da 33 centilitri della Moretti Ricetta Originale sta a 2 euro e 30 al Conad di Portonaccio, 2,39 all’Ipetriscount di Settebagni e a 2,33 all’Elite della Nomentana.

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