• lunedì 6 Febbraio 2023 20:08

Metro A chiusa alle 21. L’odissea dei passeggeri per trovare le navette

 

Che è passato l’ultimo?”, domanda affannosamente Roberto che scende di corsa le scale a Repubblica ma è costretto a tornare indietro. L’ultimo è ormai passato. E inizia l’odissea per trovare le fermate dei bus sostituitivi. Fuori dalle fermate, i display luminosi indicano il numero della fermata e la strada. Ma trovare il tutto è cosa diversa. E Roberto ci ha messo venti minuti girando tutta piazza Esedra e vie limitrofe.
Le 21 sono passate e in tanti arrivano e trovano i cancelli sbarrati. Da ieri sera, per i prossimi 18 mesi, ogni domenica, lunedì, martedì, mercoledì e giovedì la linea arancione chiuderà i propri cancelli alle 21 invece che alle canoniche 23.30. Chiusura necessaria per permettere la sostituzione integrale dei binari fra Anagnina e Ottaviano, la tratta più vecchia, costruita a fine anni ‘70 e i cui binari sono ancora quelli originali. Binari d’epoca. Che, ovviamente, devono essere sostituiti. Alle 21 partono gli ultimi treni dai capilinea di Battistini e di Anagnina. Nelle altre fermate i cancelli chiudono un po’ più tardi. In sostituzione della metro, Atac ha messo in campo 76 bus che effettueranno un totale di 152 corse, fra andata e ritorno.
Siamo scesi nella metro e abbiamo chiesto ai passeggeri se sapessero del fermo per lavori e cosa ne pensassero.
I più giovani – Gabriele e Tommaso, due ragazzi diretti alla kermesse della Lazio a piazza del Popolo – hanno detto: “secondo me avrebbero dovuto fare i lavori nei periodi di minor afflusso di turisti. Adesso siamo pieni e molti turisti così rimangono tagliati fuori”.
Ad onor del vero, ogni dieci minuti gli altoparlanti dentro la sotterranea mandano un messaggio che avvisa dei lavori, spiegando che “tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.Atac.roma.it”. Però il messaggio è solo in italiano. Un messaggio a uso interno. In inglese ci sono i messaggi che passano sui pannelli della pubblicità: pochi secondi in inglese, altrettanti in italiano intervallati dal viso dell’attore Chris Pratt e del suo ultimo film. Ovvero, qualcosa che nessuno guarda scambiando facilmente un messaggio di servizio con uno pubblicitario.
Io l’ho appreso da alcuni professori di mia figlia”, spiega Tiziana che aggiunge: “Io non uso la metro spesso ma quando mi capita è sempre nell’orario vicino alla chiusura”. Molto compassata Rachele che, con sano pragmatismo, commenta: “Se vogliamo che la metro cammini dobbiamo per forza sopportare questi che sono i disagi delle grandi città. L’idea di cambiare il periodo perchè ora ci sono troppi turisti non funziona perché comunque parliamo di lavori che dureranno un anno e mezzo, non un mese e mezzo. Spostarli di qualche settimana non avrebbe cambiato il peso che dovremo scontare”. Ovviamente, il concetto di molti è semplice: “ci sto a patire un periodo anche lungo di disagio purchè poi le cose funzionino”.

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