• mercoledì 7 Dicembre 2022 00:06

L’area interessata dal progetto Stadio con le (attuali) tre possibili localizzazioni dell’impianto In verde i due percorsi ciclopedonali

Incassato dal Comune il primo, vero sì al progetto Stadio della Roma a Pietralata, già in casa giallorossa si pensa alle mosse successive: depositare il progetto preliminare entro settembre.
Ieri mattina, nota congiunta Campidoglio As Roma: “All’esito di una serie di riunioni congiunte”, il Comune “prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno  stadio su un’area comunale nella zona di Pietralata. L’iniziale esame urbanistico svolto sull’area individuata da AS Roma non ha infatti messo in evidenza elementi ostativi alla presentazione del suddetto progetto che dovrà essere attentamente valutato da Roma Capitale secondo l’iter amministrativo disciplinato dalla cosiddetta legge stadi (art. 1, comma 304, L. 147/2013)”.
Un sì formale, nell’aria già da un paio di settimane. Ma, a viale Tolstoj il cronoprogramma interno prevede di chiudere entro settembre la stesura del progetto preliminare da consegnare in Campidoglio: la Roma ha già iniziato da settimane a lavorare alla bozza di progetto preliminare, di fatto sin da quando si era capito dai colloqui che carichi urbanistici, mobilità, impatto acustico e proprietà delle aree erano problemi considerati dagli uffici comunali più che risolvibili.
La possibilità di fare lo stadio entro il 2026 c’è, dovremo lavorare molto ma finora tutto è andato bene”, ha detto il CEO della società giallorossa, Pietro Berardi, a margine della presentazione del trofeo della Conference League nel tour dell’Olimpico. Berardi ha aggiunto “Ci sono varie fasi amministrative, servono rilevazioni archeologiche, ambientali, acustiche, di mobilità. È ancora presto per un disegno definitivo dello stadio, ci sarà nelle prossime settimane e mesi ma il nuovo stadio non avrà una capienza inferiore all’Olimpico”.
Il nuovo impianto – capienza prevista fra 55mila e 60mila posti, da realizzare in rialzo rispetto al piano stradale, con qualche negozio intorno – sorgerà alle spalle della stazione Tiburtina, quindi connesso sia con i treni alta velocità che con i regionali, inclusi quelli da e per l’aeroporto di Fiumicino. Avrà la fermata della linea B della metro di Quintiliani a 400 metri di distanza e sarà accessibile da Bologna, linea B1 attraverso un ponte pedonale che scavalcherà i binari della ferrovia all’altezza di viale Lorenzo il Magnifico. I parcheggi dovrebbero essere collocati nelle aree limitrofe alla ferrovia. L’accessibilità privata sarà garantita dalla Tangenziale Est, da via dei Monti Tiburtini e via di Pietralata, da Via Tiburtina (raddoppiata) e dalla penetrazione urbana dell’autostrada Roma-L’Aquila. La costruzione dei due ponti ciclopedonali, quello a Lorenzo il Magnifico e quello sull’uscita Pietralata della stazione serviranno per ricucire la connessione con l’area verde entro cui sorgerà lo Stadio.
Da un punto di vista di mobilità, quindi, l’unico vero nodo da sciogliere in sede progettuale sarà garantire un corridoio riservato alle ambulanze da e per l’adiacente Ospedale Sandro Pertini. Che dovrà anche essere ben isolato acusticamente. Non a caso, nelle scorse settimane anche l’assessore ai Trasporti, Eugenio Patanè, aveva spiegato: “È evidente che il sito di Pietralata da un punto di vista trasportistico e viabilistico avrebbe dei vantaggi rispetto ai siti proposti in passato. Pietralata è ben servito dal trasporto pubblico locale. Bisognerà puntare l’attenzione su via dei Monti Tiburtini per salvaguardare in qualche modo l’ingresso dell’ospedale Pertini”. L’unico vero nodo ancora non del tutto risolto riguarda i vecchi espropri fatti nei decenni scorsi per realizzare lo Sdo. Sia la Roma che il Campidoglio, però, ritengono che il tema sia risolvibile: gli anni trascorsi dovrebbero mettere al riparo l’iter dal rischio ricorsi. O, almeno, dal rischio di perderli.

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