• lunedì 6 Febbraio 2023 19:23

Expo 2030 può diventare un volano per rigenerazione e sostituzione urbana ma a condizione di “rigenerare Roma al bello. Il che significa farlo dalle periferie. La rigenerazione funziona dove ci sono edifici di pregio. In periferia, dove gli edifici non lo sono, non sta funzionando. Per questo, occorre ripensare questi interventi e la pianificazione urbanistica solo andando a recuperare anche canoni estetici”. Questa la lettura politica che il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI), dà del confronto fra architetti e archistar, docenti universitari e urbanisti, imprenditori e politici sulla “Città Sana”, tavolo di ascolto organizzato da Fdi Roma nell’ambito dell’evento “Piazza Italia”, nella sede dell’Enpam di piazza Vittorio Emanuele II.
All’incontro erano presenti alcuni dei più grandi nomi dell’architettura contemporanea, da Franco Purini, a Paolo Desideri, da Leon Krier – l’urbanista del Principe Carlo d’Imghilterra – a Orazio Campo Ancora: Paolo Buzzetti, Armando Balducci; Giuseppe Pezzotti, Andreas Duany e Dhiru Thadani della corrente del New Urbanism, il Prof. Gabriele Tagliaventi, il Prof. Livio De Santoli. Intervenuti anche i presidenti dei Municipi V, Mauro Caliste (Pd) e VI, Nicola Franco (FdI), e i consiglieri comunali Andrea De Priamo e Giovanni Quarzo.
“Argomento centrale – ha detto il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli – l’idea di città dopo la pandemia, il rifiuto delle smart cities funzionali soltanto alla distruzione dell’appartenenza comunitaria. Ma ciò che è emerso in tutta la sua costanza storica è la necessità del bello: costruire il bello perché fa bene a chi ci abita. L’aspetto interessante è che pur partendo spesso da posizioni culturali diverse – c’erano anche esponenti della corrente del new urbanism ed esponenti culturalmente più appartenenti all’area della sinistra – abbiamo tutti concordato sul fallimento dell’urbanistica, anzi sulla morte dell’urbanistica anche a causa delle riforme che hanno demandato alle Regioni questa disciplina fondamentale”.
Periferie, dunque, che vanno ripensate e ridisegnate, come ha sottolineato l’architetto Krier ripercorrendo le vicende del tentativo di ridefinire Tor Bella Monaca, nato e morto sotto la consiliatura Alemanno.
“Energia vitale” le hanno definite Buzzetti e Campo mentre Purini ha evidenziato come il “centro storico abbia perso molta parte delle energie originarie”.
In chiusura, Rampelli ha evidenziato come “Il nuovo governo che verrà, quello che si insedierà con le nuove elezioni, dovrà avere un ministero delle Città o delle aree urbane, realtà sistematicamente ignorate dall’agenda politica attuale benché siano il luogo dove vive oltre il 50% della popolazione italiana”.

 

 

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