• domenica 4 Dicembre 2022 16:24

 

Sotto organico pesantemente – poco più di 5mila agenti invece di quasi 9mila previsti su carta – e, per di più, mal utilizzati e i Vigili Urbani di Roma non controllano più i campi rom.
Sin dall’epoca di Rutelli e Veltroni, con i villaggi della solidarietà come venivano chiamati i campi nomadi, per poi passare a Alemanno e Marino, al Corpo della Polizia locale di Roma Capitale è stato assegnato, fra i compiti cosiddetti “di istituto” il controllo sulle residenze effettive dentro i campi e quello sui veicoli in entrata e in uscita. Da oltre un anno e mezzo, invece, di tutte queste cose si sono perse le tracce. Sostanzialmente da quando è andato in pensione Antonio Di Maggio: la brevissima parentesi di comando affidata a Paolo Gerometta e Stefano Napoli è stata rapidamente archiviata con l’arrivo di Ugo Angeloni, proveniente dalle fila della Polizia di Stato, alla guida del Comando generale di via della Consolazione.
La riorganizzazione del Corpo con lo smantellamento del Gruppo speciale Pronto intervento Centro storico (i Pics), oggi ridotto a 25 unità, e il dirottamento degli 83 uomini in servizio presso il Gruppo Sicurezza Pubblica ed emergenziale, ha dato la mazzata finale ai controlli nei campi.
La dimostrazione pratica arriva da dentro lo stesso Corpo: quando la domenica all’alba, dietro viale Palmiro Togliatti, si forma il mercato abusivo della merce rubata o frutto di rovistaggio nei cassonetti, non solo mancano i controlli sul posto da parte dei pizzardoni, troppo pochi ormai, ma quei Vigili che riescono a girare per quelle zone si domandano cosa facciano i colleghi davanti al campi rom: la merce di provenienza quanto meno sospetta esposta sui teli bianchi sparsi a terra viene scaricata da macchine provenienti dai vari campi rom.
“Ormai è rimasta solo la facciata del presidio davanti gli ingressi nei campi rom”, spiega il segretario romano aggiunto del Sulpl, Marco Milani, che aggiunge: “la disarticolazione del corpo ha inferto un colpo pesantissimo alla capacità di riposta della Polizia locale alle esigenze della città. L’Amministrazione comunale per ora non sta fornendo indicazioni chiare. E al momento gli uomini di Pics e SPE vengono mandati a correre dietro ai venditori abusivi di acqua minerale al Colosseo. E l’organico è sceso ai livelli degli anni ‘70: poco più di 5mila agenti sono davvero troppo pochi. E per questo serve un nuovo concorso per reclutare nuovi agenti”.
Il problema del controllo nei campi rom non riguarda solo quelli più grandi, come Castel Romano il cui nome ricorre spesso in occasione di arresti di borseggiatori o topi di appartamento, ma anche i micro campi, quelli nascosti nelle pieghe della città: sotto la Tangenziale est; nell’area della Togliatti; sulla Colombo all’altezza dell’incrocio con viale Marconi; sulla Tiburtina nei pressi della stazione; sulle sponde del Tevere praticamente da Castel Giubileo a Ponte Marconi se non anche oltre; alla collina di Monte Mario. Non c’è area verde che possa offrire un po’ di riparo e che non divenga un ritrovo di disperati spesso, pregiudicati a volte, che vivono fra cartoni e tende.
Il rogo di pochi giorni fa su viale Palmiro Togliatti, quello che ha coinvolto svariati sfasciacarrozze, sembra essere partito da uno di questi piccoli insediamenti abusivi: forse il classico fuoco necessario a sciogliere la pastica per ricavare rame, l’oro rosso divenuto ricercatissimo per il suo valore di mercato, dovrebbe essere la causa dell’incendio che ha tenuto in scacco mezza città per una intera giornata.

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