• lunedì 6 Febbraio 2023 21:02

Il cantiere è aperto e durerà fino al prossimo 4 settembre. Sono le operazioni di rifacimento della stazione di Ciampino, uno dei grandi imbuti del trasporto ferroviario di Roma: qui arrivano e partono non solo le linee che vanno ai Castelli – Albano Laziale, Frascati e Velletri – ma ci passano anche i treni diretti a Napoli sulla linea Frosinone-Cassino, che servono tutta l’area lungo la Casilina, Zagarolo, Valmontone, Colleferro, Anagni e Fiuggi. In pratica, un oceano di pendolari.
Dal 2007 c’è un progetto definitivo di Ferrovie dello Stato (qui il pdf) per eliminare il grande imbuto di circa 2 km di lunghezza fra Capannelle e Ciampino. Dopo anni di attese, finalmente i cantieri partono. La prima fase è iniziata da un paio di giorni: si ristruttura la stazione di Ciampino e si mette mano alla linea dei Castelli con l’inserimento del sistema di controllo dei treni che abbatterà la frequenza dei convogli da 14 minuti attuali fino a 3 minuti di distanziamento fra un treno e l’altro. Praticamene la frequenza che dovrebbe avere Atac con le metropolitane.
Questo sarà di fatto il primo passo per poi far partire il cantiere di quadruplicamento della tratta Capannelle-Ciampino.
Stando all’assessore ai Trasporti del Campidoglio, Eugenio Patané, e alla Regione Lazio (che nel 2108 ha chiuso l’accordo con Fs per questi lavori ferroviari), il cantiere del quadruplicamento “potrebbe aprirsi a metà del prossimo anno”. Al momento, mentre si lavora alla stazione di Ciampino, la parte di progetto per i nuovi binari sta sul tavolo della Regione Lazio per la valutazione di impatto ambientale. Un passaggio di grande delicatezza considerato che il tracciato attraversa ùil Parco archeologico dell’Appia Antica per circa 750 metri in totale, dei quali 400 proprio all’interno del Parco e il resto nella zona immediatamente adiacente. Il costo totale del quadruplicamento dei binati nella tratta Capannelle-Ciampino è stimato in 62 milioni di euro, dei quali 49 sono già stati finanziati.
Passaggi delicati anche perché ci sono svariati comitati di quartiere delle zone fra Appia e Tuscolana che temono un aggravio del transito dei treni. “La ‘gronda merci’, cioè la parte di binari dedicata in via esclusiva al trasporto delle merci – spiega sempre Patané – non c’entra nulla con questi lavori che riguardano solo ed esclusivamente il trasporto dei pendolari”.
Il cantiere futuro non sarà limitato solamente ai binari ferroviari ma prevede il rifacimento della stazione di Capannelle, delle strade limitrofe compreso il sottopasso e il ponte ferroviario sul Grande Raccordo anulare più una ciclabile dedicata. La conclusione dei lavori però arriverà dopo il Giubileo: “i poteri commissariali del Sindaco – chiarisce Patané – non saranno utilizzabili per questo intervento. Saranno invece impiegati per accelerare al massimo i lavori di apertura di alcune nuove stazioni come Massimina, Zama, Statuario, Santa Palomba, Divino Amore, o la ristrutturazione di Magliana sulla Roma-Fiumicino. In più, l’altra grande opera ferroviaria da concludere per il Giubileo sarà il nodo Pigneto almeno nelle parti di connessione fra le due ferrovie regionali che vi transitano e la metro C”.

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