• lunedì 6 Febbraio 2023 21:00

Se ne parla dam almeno una decina di anni: dotare la disastrata ferrovia Roma-Lido di Ostia di due stazioni nuove che servano l’area di Spinaceto, Mostacciano, Mezzocammino, Villaggio Azzurro.
Sono le due fermate Giardino di Roma e, appunto, Torrino/Mezzocammino. Ora, come spesso accade in questa città, qualcosa sembra muoversi all’orizzonte. Grazie al Giubileo, ovvero alla politica delle opere pubbliche legate ai grandi eventi senza i quali si discute ma, parafrasando De André, si getta la spugna con gran dignità.
Commissione Mobilità. Il presidente Giovanni Zannola (Pd) annuncia che finalmente i soldi ci sono. Ogni stazione costa circa un paio di milioni abbondanti di euro. Nel grande salvadanaio degli investimenti per l’Anno Santo del 2025 si trovano anche i circa 5 milioni che servono per finanziare le due stazioni.
A seguire gli iter progettuali ci sono Maurizio Pucci che è stato chiamato dal sindaco Gualtieri a ricoprire l’incarico di coordinatore dei lavori del Giubileo dopo essere stato Assessore ai Lavori pubblici durante il breve mandato di Ignazio Marino. Secondo in linea di comando, Roberto Botta, ingegnere, già direttore del Dipartimento Lavori pubblici poi transitato al ruolo di vicedirettore generale del Comune sotto Virginia Raggi. Sulla scrivania di Botta sono transitati alcuni dei grandi progetti di cui si è parlato negli ultimi 4 o 5 anni come, ad esempio, lo Stadio della Roma di Tor di Valle e il Ponte dei Congressi.
Il primo problema da affrontare riguarda l’armonizzazione dei futuri progetti delle due stazioni con i lavori che la Regione Lazio – da poche settimane tornata a svolgere, con il Cotral, anche l’esercizio del servizio passeggeri sulla linea – sta portando avanti con Astral e con Ferrovie dello Stato. Il rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria – sinteticamente, lavori per rifare stazioni (Astral) e binari con scambi, segnalamento, linea elettrica (Ferrovie), per un totale di 72 milioni di euro e una durata dei cantieri stimata in un anno.
Per la fermata di Mezzocammino c’è anche una seconda notizia: la decisione di collocare la futura nuova stazione nell’area dove oggi sorgono alcuni autodemolitori, nella zona finale di via di Mezzocammino, anziché nella originaria idea progettuale di andare in via di Trafusa. Questo eviterà la necessità di ricorrere a una variante al Piano Regolatore del Comune cosa che, quindi, consentirà di snellire tempi e procedure.
Ovviamente i vari comitati di quartiere o di pendolari esultano: dopo anni e anni di chiacchiere e vane promesse sempre disattese, l’obiettivo di avere le due nuove stazioni sembra avvicinarsi. Anche se le richieste per rendere realmente fruibile la linea sono ancora tante: un parcheggio di scambio e il raddoppio di via di Mezzocammino. Sottinteso, ovviamente, che la linea torni a vivere dopo il disastro dell’ultimo quinquennio Atac sotto la gestione dei 5Stelle e conclusosi con il “rientro” della linea alla Regione Lazio.
“Noi puntiamo ad avere le stazioni aperte nell’anno giubilare”, spiega Zannola. Il che non vuol dire che siano aperte e funzionanti il giorno dell’apertura della Porta Santa ma che possano esserlo prima che questa venga richiusa. “Senza i fondi e le procedure per il Giubileo rischiamo ironicamente che possano essere fatte forse per il 2100” chiosa Zannola che, però, non si sbilancia su date e investimenti nel dettaglio.

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