• domenica 4 Dicembre 2022 17:24

“Colpo di scena nella telenovela del centrosinistra. Calenda non sposa più Letta, forse scappa con Renzi. Letta mollato sull’altare pensa al suo vecchio amore Conte. Il finale tra sette giorni, quando scadrà termine per alleanze. Intanto gli italiani lottano con crisi economica e caro vita” Giorgia Meloni usa l’ironia e definisce telenovela il “caos a sinistra” come lo chiama su twitter Matteo Salvini che parla di “tutti contro tutti!”
Insomma, popcorn come fossimo al cinema: così, più o meno, il centrodestra osserva la vicenda pirandelliana dell’altro lato della collina. Calenda, Letta, Fratoianni, Bonelli, Di Maio sembrano giocare una partita per perdere. “E ora è solo il centrodestra che può farsi male da solo”, chiosa Andrea Augello, senatore di Fratelli d’Italia, e acuto osservatore della scena politica.
Nei partiti di centrodestra tutta la vicenda del campo avverso degli ultimi giorni viene osservata con un sorriso visto che gli avversari stanno armando un tale caos che, anche andasse a posto, comunque disorienterà gli elettori di centrosinistra spingendoli verso una maggior cifra di astensione.
Chi, magari, è un po’ meno tranquillo è l’area centrista di Forza Italia: Calenda molla Letta e, se le due personalità riusciranno a non prestarsi troppo i piedi, dovrebbe chiudere un accordo con Renzi. Quindi, come lo stesso leader di Italia Viva ha auspicato, creando finalmente il terzo polo. Che potrebbe creare problemi anche a sinistra. “Calenda e Renzi danno vita a un polo centristra che, però, pesca anche a sinistra. E molto. Un collegio come l’uninominale 1 di Roma – spiega Augello – che sembra tagliato sul Pd essendo di Municipi I centro storico, II Parioli più Garbatella, San Paolo e Ostiense, potrebbe anche tornare contendibile per il centrodestra se Calenda vi si candidasse in solitaria. Di voti ai Dem ne sottrarrebbe molti”. Dall’altro lato, però, un’alleanza centrista di Renzi Calenda di voti ne prenderebbe anche a Forza Italia che, quindi, potrebbe diventare l’anello debole della coalizione di centrodestra. Con gli azzurri che, dopo gli abbandoni di molti big del partito in seguito alla fine del Governo Draghi, avvertono sicurezze sempre minori.
“Effettivamente, Forza Italia da un’alleanza Renzi-Calenda potrebbe ricevere dei contraccolpi”, dicono dalla Lega. Preoccupazione vera ancora non c’è anche perchè “lo spettacolo che stanno offrendo a sinistra è incredibile. Fosse successo a noi – dicono sempre dalla Lega – certi giornali ci farebbero a pezzi dalla prima all’ultima pagina. Invece, ora si limitano a una rachitica cronaca magari liitandosi solo ad attaccare un po’ Calenda. Però non troppo perché ammazzarlo politicamente è controproducente sennò poi diventa inutile a prescindere. Alla fine, pensiamo che il danno che questa situazione ha arrecato alla coalizione di centrosinistra, soprattutto alla loro credibilità, sia decisamente enorme. E poi l’alleanza fra Renzi e Calenda, che pure appare naturale, si deve fare e le personalità dei due non aiutano di certo. Anche ammesso che riescano a re
I ragionamenti che si fanno nel centrodestra includono anche l’elemento l’elemento temporale da valutare: “di fatto al voto mancano 5 settimane vere”, chiarisce Augello “decisamente poche per cancellare dalla testa degli elettori di sinistra lo spettacolo che in questi giorni ha offerto la coalizione Letta e altri. Un’altra settimana la passeremo a leggere i tweet al vetriolo e le accuse reciproche di tutti i protagonisti. E più ci si avvicina all’ultima settimana prima dell’apertura delle urne, più gli indecisi tendono a polarizzarsi sugli schieramenti esistenti. Per cui, su 7 settimane da qui al 25 settembre ne restano effettivamente cinque per fare campagna elettorale: troppo poche perchè il centrosinistra riesca a risalire la china”.
Di fatto, questo marasma a sinistra finisce per far scomparire dal proscenio tutti i temi sul modello di governo da offrire all’Italia e, nonostante anche nel centrodestra ci siano difficoltà soprattutto legate al rapporto fra Forza Italia e UdC, la diatriba a sinistra regala allo schieramento opposto tempo per preparare programmi e definire al meglio le candidature. Insomma, a sinistra si litiga, a destra ci si organizza. Non a caso, Meloni chiude con “caro vita e crisi economica” ovvero loro parlano di poltrone, noi di temi concreti.

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