• lunedì 6 Febbraio 2023 20:25

Inizia la corsa che porterà al voto per le elezioni politiche del 25 settembre. Ieri pomeriggio, nella cornice di Valle Giulia, sulla Scalea Bruno Zevi, presentazione dei candidati del Terzo Polo, Carlo Calenda e Matteo Renzi.
Maria Elena Boschi (capolista nel proporzionale Lazio 1), Elena Bonetti, ministro per la Famiglia, candidata all’uninominale a Roma centro (contro Paolo Ciani per il Pd, Maria Spena per il centrodestra, Luigi De Santoli per i 5Stelle) e capolista al proporzionale in Sardegna. Poi, Valentina Grippo, consigliera alla Regione Lazio dove è in maggioranza con il Pd e i 5Stelle. Luciano Nobili, capogruppo dei renziani alla Camera. E via via, tutti gli altri: Roberto Giachetti e Giuseppe Lobefaro, Flavia De Gregorio e Francesco Carpano, Fabio Dionisi, Marta Marziali, Luca Di Egidio, Pietro Madonia, Francesca Severi, Roberto Mastrosanti, Giovanna Marchese, Luisa Ciambella, Vincenzo Marcorelli, Tiziano Lauri, Stefano Carducci e Elisa Venturo (Camera); Alessandro Sterpa, Livia Pandolfi, Rita Iorio, Ileana Piazzoni, Adamo Pantano (Senato).
Draghi e la sua agenda sono l’elemento ricorrente, con il sì ai termovalorizzatori, il jobs act, e le polemiche con la destra e la sinistra.
Usciamo dalla bolla social che andava bene ad agosto con tutti in vacanza, ora dobbiamo andare per le strade, tra la gente”, dice di fronte a un paio di centinaia di persone Giuseppe Lobefaro.
Foto di rito, strette di mano fra uno spritz e una coca cola, telefonini che riprendono un po’ tutti i momenti. Discorsi di prammatica – “portare la competenza in Parlamento”, “lavorare per il Paese” – con applausi che scattano alternativamente da metà uditorio, quando viene citato Matteo Renzi o dall’altra metà quando la citazione è per Carlo Calenda, e all’unanimità quando qualcuno pronuncia il nome di Mario Draghi. Per il Terzo Polo, il centrodestra è composto da partiti “che non la pensano nello stesso modo su niente, sulla collocazione in Europa, sulle sanzioni alla Russia, sulla politica economica”. “Noi – dice la Boschi – vogliamo battere la destra di Meloni e Salvini, ci spaventa il futuro che vogliono costruire per questo Paese, un’idea in cui non c’è spazio per chi è diverso, per gli stranieri”, ma c’è spazio anche per attacchi a sinistra. “Io vengo dal Pd ma sono orgogliosa del jobs act, di cui sono orgogliosa – dice ancora la Boschi – e mi dispiace di vedere che molti di loro, del Pd, che erano deputati o ministri di quel governo, oggi rimanere zitti invece di alzarsi a schiena dritta per rivendicare quanto fatto. Noi siamo altro, loro possono tranquillamente stare tutti insieme all’opposizione, i Fratoianni, i Di Maio, Letta, Bonelli”.
Rivendicazioni analoghe anche da Luciano Nobili: “noi abbiamo fatto il jobs act e ne andiamo fieri. Noi vogliamo riportare al governo, a Palazzo Chigi, Mario Draghi, il migliore fra gli italiani che si è messo a disposizione gratuitamente per il Paese”.

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