• domenica 4 Dicembre 2022 16:08

Caos code per l’abbonamento Atac

Ott 1, 2022 ,

Ennesima giornata-disastro per Atac: code di ore agli sportelli per riuscire a trasformare il bonus trasporti ministeriale in uno sconto reale. Complice la chiusura di alcune biglietterie Atac collocate lungo le fermate della Roma-Lido di Ostia (Lido Centro) e della Roma-Viterbo (Flaminio e Sara Rubra) passate in gestione a Astral/Cotral (Regione Lazio), i rinnovi degli abbonamenti per gli studenti e il bonus trasporti hanno creato la tempesta perfetta: code di ore per rinnovare gli abbonamenti.
Atac, interpellata, risponde: “Quest’anno abbiamo riscontrato affluenze più ampie di clienti in biglietteria dovute anche ai numerosi cambi di tessera necessari per ottenere on line il bonus trasporti. Nelle ultime settimane abbiamo rilasciato quasi 50 mila nuove card. Afflussi che si sono concentrati in particolare a fine mese. In alcuni momenti ci sono stati rallentamenti per sovraccarichi di rete dovuti al numero elevato di transazioni, che si sono poi gradualmente risolti”. E, fuori dai microfoni: “le persone alle biglietterie si stanno spremendo da settimane per dare servizio a tutti”.
In realtà, di risolto non c’è stato nulla o quasi: ieri, alle 17 del pomeriggio a Ponte Mammolo c’erano oltre 250 persone in coda per rinnovare la tessera. Il giorno prima, stessa ora, la coda era di “sole” 162 persone. Ma code di ore si sono registrate in tutte le biglietterie aziendali (Anagnina, Termini linea A e B, Spagna, Lepanto, Ottaviano, Cornelia, Battistini, Laurentina, Eur Fermi, Eur Magliana, Tiburtina, Ponte Mammolo, Conca d’Oro, Malatesta, Pantano) con il passaparola fra gli utenti su quale avesse meno fila rispetto alle altre.
La tempesta perfetta nasce a causa delle procedure farraginose per incassare il bonus trasporti. Per semplificare, chi vuole davvero risparmiare sull’abbonamento Atac deve avere una tessere annuale personale, di quelle che costano 250 euro e che riportano nome, cognome e foto del titolare. Poco più di 20 euro mensili, come costo, ma con il “difetto” di non poter essere ceduta. Con il bonus trasporti da 60 euro, il costo reale per i passeggeri scende a 190 euro annui, meno di 16 euro mensili. Solo che, appunto, per massimizzare il risparmio serve quell’abbonamento, annuale e nominale. Quindi tutti gli altri possessori di tessere, mensili, anonime, finiscono per cambiare il loro abbonamento in quello annuale e nominale. In più c’è il rinnovo degli abbonamenti degli studenti che aumenta le file.
Ho dovuto prendere una mezza giornata di permesso”, racconta Claudia Romano, in fila a Ponte Mammolo, numero 252 in attesa, prima di spostarsi a Conca d’Oro: “Solo che la linea B non passa, tanto per cambiare. Questo non è un servizio degno: l’altro giorno, sempre a Ponte Mammolo, avevo 162 persone davanti a me” e sventola i tagliandini dell’elimina code. “Alle otto di sera hanno chiuso lo sportello. E io, che ero in coda da due ore sono rimasta senza. Il giorno dopo sono andata a Termini. Coda chilometrica e ho dovuto rinunciare. Oggi (ieri, ndr) provo a Conca d’Oro visto che a Ponte Mammolo stavano inguaiati assai”.
Christian Bondi dice: “Io ho rinnovato a gennaio scorso. Quindi per me niente bonus”. Stessa identica cosa che spiega Alberto Besi: “La fregatura è che questo bonus è ad esaurimento dei fondi. Il mio abbonamento scade a novembre e quindi, quando lo rinnoverò fra un paio di mesi, quasi certamente non ci sarà più provvista di fondi”.

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