• lunedì 6 Febbraio 2023 20:26

Un premio produzione non si nega a nessuno. Soprattutto se quel “nessuno” è un dipendente o un dirigente comunale. Il Campidoglio dà il via libera alla “relazione sulla performance 2021” degli uffici comunali (qui il file in pdf). Che si traduce in soldi: due milioni e mezzo per i dirigenti, poco meno di 2 milioni per i funzionari e 38 milioni da dividere fra gli altri 22mila dipendenti.
Specifichiamo subito: i dati sono quelli relativi al 2021, quindi è l’ultimo anno di Virginia Raggi sindaco e dei 5Stelle alla guida di Palazzo Senatorio. Gualtieri è stato eletto alla fine di ottobre dello scorso anno quindi qui si limita a mettere il timbro sul passato.
Il voto medio che il Comune dà a se stesso è 95,33 punti su 100 disponibili. In pratica, tutti gli obiettivi che la Giunta Raggi si era data sarebbero stati tutti raggiunti: 14 “linee programmatiche” che danno vita a “126 obiettivi strategici e 871 operativi”.
Secondo queste valutazioni, Roma nel 2021 era perfetta: voto 94 per le politiche sociali, 92 per quelle sullo sport, 77 per la mobilità, altrettanto per la sostenibilità ambientale, 75 per la tutela del territorio, quai 90 per il verde pubblico e le spiagge, 100 tondo per la protezione civile, 97 per la cosiddetta “Roma semplice” fantasioso nome che riunisce trasparenza, digitalizzazione, anticorruzione. Poi, ancora, 98 per la cultura; 89 per l’Urbanistica; 91 per lo sviluppo economico e il lavoro; ancora 91 per la sicurezza; 88 per le risorse umane; 95 per il bilancio.
L’interrogativo primo che emerge è come sia stato possibile, a fronte del raggiungimento praticamente di tutti i risultati previsti dall’azione della Giunta, che il voto popolare abbia mandato i 5Stelle al quarto posto.
Anche se poi, andando a approfondire, qualche trucchetto contabile esce fuori.
Esempio: la “città in movimento”, cioè la mobilità, porta a casa un lusinghiero 77 su 100, praticamente la Svizzera. Certo, per un 39 scarso sui bus turistici c’è un generico “miglioramento della mobilità dei disabili” che fa quasi 96. Per un 52 su 100 alla fluidificazione stradale, ovvero al traffico impazzito, arriva un 100 pieno alla genericissima “mobilità sostenibile”. A un 58 su 100 per il miglioramento del trasporto pubblico, arriva a compensare un 100 sulla “salvaguardia della pubblica incolumità e sicurezza stradale”.
Poi ci sono anche i voti davvero inspiegabili: 90 su 100 per l’efficienza della raccolta differenziata che, in realtà, è diminuita. O, ancora, 100 per la ridefinizione del “ruolo di indirizzo operativo e vigilanza di Roma Capitale verso Ama”.
A fonte di una infinità di voti 100 su 100 per svariate voci, spicca lo 0 assoluto, peggior performance dell’anno, per il fallimento totale del miglioramento della “vivibilità urbana” e contrasti dei “fenomeni di degrado ambientale”. Qui, almeno il voto ha rispecchiato la realtà.

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