• mercoledì 4 Agosto 2021 08:18
Piazza del Campidoglio

Centocinquanta anni e sentirli tutti: Roma è Capitale ma, di fatto, solo sulla carta. Non è (solo) questione di Virginia Raggi e dei 5Stelle o di Gianni Alemanno o Ignazio Marino. Il nodo sono poteri e risorse. E mancano entrambi. 

Questo è il succo del volume “A 150 anni da Roma Capitale, costruire il futuro della Città eterna” contente riflessioni di una serie di docenti universitari dei tre atenei pubblici romani – da Beniamino Caravita ad Augusto D’Angelo, da Maria Prezioso a Gianpaolo Fontana – presentato ieri dall’Osservatorio Parlamentare per Roma, presieduto dal radicale Riccardo Magi, durante il convegno online “Dopo 150 anni – Roma è Capitale?”.

Nel libro – una lettura che dovrebbe essere obbligatoria per chiunque si candidi a Sindaco di Roma – vengono raccolti la storia dei diversi assetti istituzionali della città, dall’Unificazione al Fascismo, alla prima e seconda Repubblica; un’analisi dettagliata di come i principali partner europei abbiano affrontato e risolto il nodo della Capitale con specifici capitoli dedicati a Londra, Parigi, Berlino; i rapporti con la Regione Lazio e con la Città Metropolitana compresa la fallimentare riforma Berlusconi, rimasta giusto un cambio di carta intestata, e l’altrettanto fallimentare riforma Delrio, che ha solo creato ibridi ingovernabili.

Durante il convegno di presentazione, dopo le relazioni introduttive di alcuni dei docenti universitari che hanno predisposto il volume, si sono succeduti gli interventi bipartisan di vari deputati e senatori: Maurizio Gasparri, Fabio Rampelli, Stefano Fassina, Roberto Morassut.

Ognuno degli intervenuti ha sostanzialmente rimarcato gli aspetti problematici della città: la carenza strutturale di fondi con il definanziamento della legge su Roma Capitale e quella dell’assenza di poteri che consentano al Sindaco di governare con efficacia.

Il problema di Roma – ha rilanciato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli – è un problema nazionale, anzi, internazionale vista l’importanza di Roma nel mondo”.

Una prospettiva simile anche per Maurizio Gasparri, senatore e commissario di Forza Italia per Roma: “Da quando è stata definanziata la legge per Roma Capitale sono iniziati i problemi. E quella legge l’ha voluta Bettino Craxi che non era sindaco di Roma e non era romano ma aveva capito l’importanza della Capitale per il Paese”.

Per il resto, molti degli altri interventi non sono riusciti a separare il problema del sindaco di oggi o di ieri da quello sulla governance della città: senza la soluzione al nodo “governo di Roma” i programmi elettorali rischiano di rimanere solo chiacchiere.

1 commento su “Ma quale Capitale? L’irrisolto nodo di Roma”
  1. Buongiorno Dott. Magliaro sono un lavoratore di ROMA Metropolitane , uno di quei padri di famiglia che per colpa di una Sindaca e una Giunta di incapaci questo Natale non sa cosa dire ai propri figli.Noi lavoratori di Roma Metropolitane siamo professionisti onesti e capaci non meritiamo questo trattamento.La prego Dott.Magliaro tenga viva l’attenziane perché nella nostra Azienda succedono da anni cose dell’altro mondo.Distinti saluti un lavoratore

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