• domenica 16 Maggio 2021 23:43

Prosegue il ping-pong fra Roma Metropolitane e Comune di Roma. Stavolta è l’Azienda a scrivere al Campidoglio (link al testo completo): “se volete il piano di risanamento, essendo voi proprietario e unico cliente, mi dovete dire quali commesse intendete affidarmi per il futuro”.

Una vera e propria messa in mora da parte di Roma Metropolitane, la società interamente di proprietà del Campidoglio e che progetta e appalta infrastrutture di mobilità.

Breve riepilogo di uno dei più colossali fallimenti della Giunta Raggi: il 29 gennaio scorso, dopo anni di attesa, la Giunta grillina approva i bilanci 2016, 2017 e 2018. Chiede all’Azienda di preparare anche  il “bilancio 2019, una relazione patrimoniale, economica e finanziaria al 2020 e il conseguente piano di risanamento”.

In questi anni, la Giunta, dopo un lungo tira e molla, aveva deciso (novembre 2019) di chiudere Roma Metropolitane, con conseguenze catastrofiche su progetti e appalti come gli ammodernamenti di metro A e B, e la costruzione della metro C e le penali da pagare.

A novembre scorso, si era arrivati al pignoramento dei conti aziendali e al mancato pagamento di stipendi e tredicesime ai 147 dipendenti.

A fine gennaio, invece, l’ok ai tre bilanci più vecchi e la richiesta di piano di risanamento.

Il 10 febbraio, Roma Metropolitane risponde comunicando al Campidoglio che “il mandato sarà eseguito senza ritardo” ma solo se verranno forniti “dati certi sui ricavi delle commesse che il Socio unico nonché unico cliente, Roma Capitale, intenderebbe realizzare nell’immediato futuro (anno 2021 e seguenti)” e se verrà chiuso il contenzioso sui debiti da pagare dovuti a sentenze di condanna per oltre 39 milioni di euro. Debiti che i Dipartimenti Partecipate e Mobilità riconoscono ma dei quali la Ragioneria contesta le spese accessorie (interessi, more e spese legali).

Tutti elementi fondamentali per uscire dall’”incertezza” e “indeterminatezza” in cui la Giunta Raggi ha gettato Roma Metropolitane. Quindi Roma Metropolitane chiede al Comune “di comunicare senza ritardo gli incarichi che [si] intendono affidare alla Societù per il 2021, 2022 e 2023 nonché eventuali indicazioni di modifica del piano di ristrutturazione” pronto dal luglio 2020 ma fermo proprio per la mancanza di questi dati.

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