• martedì 28 Settembre 2021 00:08
Piazza del Campidoglio

 

Nella partita della candidatura del centrosinistra per il Campidoglio ora spunta il ticket Zingaretti al Comune e Pierpaolo Sileri alla Regione. Ma è tutto un inseguirsi di voci e spifferi: passano i giorni ma l’ufficialità non arriva mentre i Dem capitolini siglano l’alleanza “arca di Noè”.
Il nodo politico è chiaro ma di difficile soluzione ed ecco perché i continui rinvii: Zingaretti si candida a Roma solo se ci sarà un accordo coi 5Stelle che consenta di tenere la Regione fino alle elezioni e renderla contendibile al centrodestra. E mentre il tesoriere del partito romano, Claudio Mancini, si dimette (“tesseramento chiuso, aperti nuovi circoli, bilanci in ordine”) ieri sera, ennesimo colloquio dal segretario Dem, Enrico Letta, con i due nomi più gettonati per il Campidoglio, Zingaretti e l’ex ministro dell’Economica, Roberto Gualtieri. Sinteticamente: “a che punto state?”, la domanda di Letta.
Zingaretti vuole sfruttare il buco normativo sugli Enti locali che non obbliga il presidente della Regione a dimettersi subito ma solo al momento dell’eventuale elezione. Quindi, l’idea è candidarsi e dimettersi il più tardi possibile, magari il giorno della vittoria al ballottaggio (metà ottobre, ad oggi) per non votare contemporaneamente per Comune e Regione: sarebbe difficile spiegare al mondo come si fa a correre Pd contro i 5stelle per il Campidoglio e Pd insieme ai 5Stelle per la Regione.
A correre per la Regione a dicembre o a gennaio – ci sarebbe il via libera di Conte e dei 5Stelle nazionali – sarebbe Pierpaolo Sileri, viceministro alla Salute, oppure la sempiterna Roberta Lombardi, nemica della Raggi e candidata M5S contro Zingaretti nel 2018.
Contro questa road map c’è Virginia Raggi e la capacità dei 5Stelle di tenere. Zingaretti dovrà correre contro la Raggi che potrebbe costringere i 5Stelle in Giunta regionale a dimettersi prima facendo saltare l’accordo. Contro lo spacchettamento del voto c’è anche il calcolo che il Pd è forte su Roma città più che nel Lazio e che, quindi, la corsa dei consiglieri comunali dem potrebbe favorire anche la corsa in Regione.
Il rischio però è che perdere la Regione votando lo stesso giorno del primo turno delle Comunali potrebbe avere effetti anche sul ballottaggio. Inoltre, non è detto che un candidato 5Stelle alla Pisana sostenuto anche dai Dem sia in grado di portare a casa l’elezione.
Insomma, il caos. Tant’è che il partito capitolino ha chiuso ieri, con la mediazione del capogruppo in Consiglio comunale, Giulio Pelonzi, l’accordo politico con una serie di forze politiche stile Arca di Noé: dagli uomini di Smeriglio a quelli di Sant’Egidio e Paolo Ciani, da Marta Bonafoni ai i fuoriusciti grillini (Cristina Grancio nel Psi e Simona Ficcardi e Marco Cacciatore nei “Green Italia”) e i Verdi di Nando Bonessio (i verdi di Pecoraro Scanio stanno con la Raggi).

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