• mercoledì 18 Maggio 2022 21:00

Per una funivia che se ne va, una ne rimane. Per un tram che sparisce, ne restano altri. Il Piano Urbano per la Mobilità sostenibile si avvia alle fasi finali: un altro paio di sedute di Commissione Mobilità, poi voto definitivo in Aula. Dopo di che, la più consistente eredità della Giunta Raggi in tema di mobilità diverrà operativa. Sparisce la funivia di Casalotti. Rimane quella della Magliana: “fra le varie opere – spiega l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanéla funivia della Magliana è quella che ha un senso perché consente di collegare con il trasporto pubblico l’intero quadrante dell’Eur con Fiumicino”.

Il progetto è semplice: tre stazioni, una alla fermata Villa Bonelli del treno che va all’aeroporto, una a piazza Certaldo e la terza, superato il Tevere, alla stazione della Metro B Eur Magliana. La spesa è appena sotto i 30 milioni di euro e prevede quasi un chilometro di percorso che sarà coperto in poco più di quattro minuti e mezzo per una capacità di trasporto di 3mila passeggeri l’ora per ogni senso di marcia. A servizio di questa funivia sono previste 50 cabine ciascuna da 10 posti che, nell’ora di punta, dovrebbero raggiungere le tre stazioni ogni 12 secondi. Quarantadue mesi in totale il tempo previsto per la messa in esercizio fra sondaggi geologici preliminari, iter amministrativo, cantiere vero e proprio e collaudi.
Insieme a quello di Casalotti, il progetto della Funivia della Magliana era uno di quelli più sostenuti dalla Giunta Raggi. Casalotti va in soffitta. Magliana resta.

Scompare anche il tram dei Fori: troppi problemi e poi la soprintendenza da una parte e il Campidoglio dall’altra vedono “i Fori in modo diverso, senza tram”, spiega ancora Patané. Restano gli altri: quello Termini-Vaticano-Aurelio, quello che porterà alla Stazione Tiburtina e il rifacimento del trenino della Casilina, quello giallo che oggi va dalle Laziali a Giardinetti.

Un capolinea sarà spostato su via Giolitti quasi di fronte l’ingresso della Stazione, l’altro sarà portato “prima al nuovo Rettorato di Tor Vergata poi, con il secondo lotto, fino a collegare la metro C a Torrenova”, chiarisce  Enrico Stefàno, ex presidente della Commissione Mobilità sotto la Giunta Raggi, uno degli artefici di questo progetto. 

Rimangono anche gli investimenti per rinnovare e ampliare i tram: ne devono arrivare 130, 50 per rimettere in sesto la sempre più esigua flotta in servizio oggi e gli altri 80 da destinare all’esercizio sulle nuove linee in progettazione. 

Dobbiamo ancora calendarizzare le prossime due sedute – afferma Giovanni Zannola, presidente della Commissione Mobilità – che, la prossima settimana, concluderanno questo lavoro. Poi andremo al voto in Aula”. 

Il Piano, approvato nella scorsa Consiliatura, aveva ricevuto il via libera dalla Regione dopo la valutazione ambientale strategica ma aveva anche ricevuto una serie di prescrizioni che, quindi, rendono obbligatorio il voto di recepimento in Consiglio comunale. 

Poi – sottolinea Patané – a livello di Città Metropolitana, inizierà un lavoro di allargamento oltre il perimetro del Raccordo che porterà alla revisione delle opere, e quindi all’addio alla funivia di Casalotti e al Tram dei Fori, che spero che l’Aula Giulio Cesare elimini dal PUMS. Non possiamo eliminare queste opere ora altrimenti occorrerebbe rifare da capo le procedure di approvazione con un enorme allungamento dei tempi. Anche perché la Convenzione che firmiamo col Ministero dei Trasporti è una sola che include tutti i progetti presentati: l’iter prevede che il Comune anticipi le somme per le opere e poi il Ministero le rifonda. In attesa dell’arrivo dei fondi ministeriali, il Campidoglio si limiterà a non anticipare le somme per la Funivia Casalotti. Quei soldi, 105 milioni di euro, saranno impiegati, fra l’altro, per aumentare le isole ecologiche che dovevano essere 77 e invece sono meno di una mezza dozzina”.

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