• giovedì 19 Maggio 2022 00:27

La Ryder Cup di golf, uno dei più importanti tornei a livello mondiale, è l’ultima spiaggia: per quella data, settembre 2023, i lavori per il raddoppio della Tiburtina devono assolutamente essere conclusi. “La Ryder Cup per Roma è troppo importante. La Tiburtina deve essere finita”. Parola di Ornella Segnalini, assessore ai Lavori pubblici della Giunta Gualtieri intervenuta, ieri mattina, alla Commissione Lavori pubblici. Che mette in campo l’artiglieria pesante per evitare ulteriori perdite di tempo: “Gualtieri deve venire a fare un sopralluogo”.

In Commissione si discute dell’eterno cantiere del raddoppio di via Tiburtina: deciso sotto Veltroni, partito sotto Alemanno e da lì incagliatosi in mille problemi, andando avanti a singhiozzo. 

Il progetto prevede che la Tiburtina, da sempre un budello infernale di traffico, venga raddoppiata da Ponte Tiburtino fino al bivio per la zona di Marco Simone verso Guidonia. 

Con la Raggi si è completato il tratto iniziale, quello da Ponte Tiburtino fino a Monti Tiburtini. Da lì in poi, Ponte Mammolo, Rebibbia, il bivio per San Basilio, il Raccordo e tutta la parte verso l’area industriale, è un delirio di deviazioni, strettoie, buche. 

Il cantiere non si muove: una volta è la Soprintendenza per alcuni ritrovamenti, un’altra è Acea con una tubazione, poi il Covid che rallenta e dimezza gli operai, fatto sta che in 16 anni ci sono state già sette diverse varianti e una ditta, la prima vincitrice della gara, finita in amministrazione controllata. 

Difficoltà che anche la grillina Linda Meleo, ha sottolineato: “da assessore ai Lavori pubblici mi sono scontrata con questi problemi”. 

Io credo che il sindaco Gualtieri debba venire a fare un sopralluogo” ha detto la Segnalini. A questo punto la data probabile per la visita è il 18 febbraio, più o meno in concomitanza con la riapertura di un tratto fino a oggi strozzato dai lavori all’altezza di Ponte Mammolo.

Di fatto il Campidoglio mette nel mirino l’azienda che sta eseguendo i lavori. “Io ho chiesto che mettano almeno 30 operai al lavoro” ha raccontato sempre la Segnalini riferendo di un sopralluogo di pochi giorni fa. La risposta la dà il funzionario del Dipartimento Lavori pubblici, Andrea Degorga: “Sono quindici”. 

Su carta la ditta che sta eseguendo i lavori ha consegnato un cronoprogramma (qui il link) che prevede la fine dei lavori per settembre 2022. 

In realtà sta per essere approvata l’ottava variante che ha appena ottenuto il via libera della Giunta. Ecco perché l’ultima dead line è la Ryder Cup. 

Anche perché, come hanno spiegato i funzionari capitolini, “la ditta che oggi esegue i lavori ha “ereditato” un pacchetto di cantieri dalla prima società finita in amministrazione controllata. E l’attuale ditta considera questo un cantiere in perdita”: i costi sono calcolati su quelli dell’anno dell’appalto non su quelli, molto più alti, di oggi. 

Il costo iniziale dell’intera opera era di poco superiore ai 41 milioni. A oggi, con le varie varianti, il costo è lievitato già a quasi 57 milioni.

Il cronoprogramma dell’impresa prevede la fine dei lavori entro settembre 2022”, commenta il presidente della Commissione, Antonio Stampete (Pd), che aggiunge: “gli staremo addosso perché quest’opera rischia di costare veramente troppo alle tasche dei romani”.

Stessa idea che hanno il presidente del Municipio, Massimiliano Umberti, e il consigliere Giorgio Trabucco (Civica Gualtieri): “la Ryder Cup – che si disputerà proprio nel golf club Marco Simone, ndr – senza la Tiburtina finita potrebbe trasformarsi in un inferno”, dicono entrambi. 

Per questo – ha fatto loro eco Fabrizio Santori (Lega) – abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario (qui il link alla richiesta) per organizzare la Ryder Cup al meglio. Ci sono una serie di opere in carico alla Regione Lazio che, però, non trovano spazio nel cronoprogramma dei lavori”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.