• mercoledì 18 Maggio 2022 21:33

 

È l’unica strada che collega Ostia a Fiumicino ed è uno dei grandi buchi neri del traffico sul litorale: il vecchio Ponte della Scafa, del 1950, aspetta dal 2006 che venga costruito il nuovo. Sedici anni di archeologia, scavi, rinvii, ritardi e ora si scopre che i pareri dati dai vari organi ministeriali sono in scadenza e bisogna ricominciare da capo. 

Altri cinque anni buttati in questo caso grazie a una pista ciclabile. Che, sia chiaro, non è in sé il motivo del ritardo. Lo diventa quando il Campidoglio targato 5Stelle decide di inserirla dopo l’assegnazione della gara d’appalto. E quindi obbliga a rifare il progetto. Si perdono mesi e, nel frattempo, come fossero uno yogurt in frigorifero i pareri del Ministero della Cultura scadono e va rifatto tutto da capo.

La storia è emersa durante la seduta congiunta delle Commissioni Mobilità e Lavori pubblici convocata proprio per capire a che punto si era arrivati. E i tecnici del Comune sono stati chiari: nel febbraio 2018 viene assegnata la gara d’appalto. 

L’anno dopo entrano in vigore nuove norme antisismiche e, contemporaneamente, il Comune chiede di inserire nel progetto una pista ciclabile. Solo che la versione originale dell’opera non la prevedeva, quindi il nuovo ponte va allargato. Per allargarlo occorre spostare i piloni di sostegno e rifare tutti i calcoli di statica. 

Abbiamo chiesto all’impresa che ha vinto la gara d’appalto di predisporre un pre-progetto con queste modifiche. Abbiamo dovuto rifare i calcoli per le nuove norme antisismiche per i viadotti e il ponte scoprendo che dovevamo modificare le fondazioni – ha spiegato il tecnico del Dipartimento Lavori pubblici, Christian Miceli – poi, con la richiesta di inserire la ciclabile, cosa non prevista nel progetto andato a gara, è stato necessario prevedere l’allargamento del ponte” per far entrare anche lo spazio per le bici”.

Allargare il ponte, rifare le fondazioni, ricalcolare la statica e, al momento di chiedere al Ministero della Cultura un parere, arriva la doccia fredda: “Il Ministero ci ha comunicato che i pareri resi nella Conferenza di Servizi di dieci anni prima ormai erano da considerarsi non più efficaci”.

Nel frattempo, iniziano a passare le settimane, poi i mesi, quindi gli anni. E arriviamo nel 2022: archiviato il quinquennio Raggi in cui non si è costruito nulla, ora si ricomincia con una nuova conferenza di servizi. E non c’è neanche un accordo totale sul progetto. Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, ha sottolineato come sarebbe stato più semplice trasformare in pista ciclabile il vecchio ponte e lasciare il nuovo col progetto originale, senza ritocchi. 

Dobbiamo velocizzare le procedure – spiega il presidente della Commissione Mobilità, Antonio Stampete (Pd) – magari potremmo avanzare la proposta di inserire il nuovo Ponte della Scafa fra le opere del Giubileo  per avere copertura finanziaria e procedure agevolate”.

Il nuovo Ponte della Scafa, la cui progettazione iniziale risale a Veltroni sindaco nel 2006, quella definitiva ad Alemanno sindaco nel 2008 ma ha visto prima il cantiere fermarsi a lungo a causa dei ritrovamenti archeologici delle due navi romane. Poi nuovamente fermo per le bonifiche dagli ordigni bellici, i ricorsi delle varie aziende, un’inchiesta della magistratura poi archiviata. E, infine, le ciclabile estemporanea.

D’ora in avanti – afferma il presidente della Commissione Lavori pubblici, Giovanni Zannola (Pd) – con cadenza mensile, le Commissioni congiunte verificheranno lo stato di avanzamento dell’acquisizione dei pareri mancanti e cercheremo di capire l’utilizzo possibile del vecchio ponte che, da progetto, non verrà abbattuto”.

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