• mercoledì 18 Maggio 2022 22:39

Archiviata Tor di Valle e il vecchio progetto Stadio dell’era Pallotta – in attesa, ovviamente, dell’esito dei ricorsi al Tar – insediatasi la nuova Giunta Gualtieri e riavviato il lavoro dopo le fisiologiche settimane di assestamento, riparte il gran circo Stadio della Roma. Questa volta il mirino sembra puntato su Pietralata. 

Non è un mistero che dentro il Pd, una larga parte dei Dem vorrebbe riempire il buco nero di Pietralata dove, dagli anni ’60, avrebbe dovuto sorgere lo Sdo della nuova città dei Ministeri e degli uffici. Di quegli uffici e ministeri non c’è quasi nulla e già nel 2014, all’epoca del primo via libera a Tor di Valle sotto Ignazio Marino, l’allora capogruppo Dem, Fabrizio Panecaldo, era fra i propugnatori della soluzione Pietralata. 

Nel corso di questi anni, quando Tor di Valle era ancora un’opzione reale, Pietralata è sempre rimasta sullo sfondo come un’area possibile dove, però, c’è però il problema degli espropri: quasi tutti quei terreni hanno subito, decenni fa, la procedura di esproprio. Poiché la norma prevede che, cambiando la destinazione del terreno dopo avvenuto l’esproprio, questo possa essere riconsegnato al primo proprietario (la cosiddetta “retrocessione”, ndr), Pietralata era sempre passata in secondo piano pur avendo una buona rete infrastrutturale: l’A24 Roma-L’Aquila, la Tiburtina e la Tangenziale Est per la mobilità privata, la stazione Fs alta velocità di Tiburtina e la metro B per quella pubblica. 

Ora, nelle ultime settimane, gli uffici dell’Avvocatura comunale hanno approfondito il tema espropri giungendo alla conclusione che esiste un modo per evitare la retrocessione delle aree. Questa idea è stata comunicata informalmente al Campidoglio che, un paio di giorni fa, l’ha “girata” alla As Roma. Non ci sono documenti scritti ufficiali e si tratta sempre di comunicazioni orali. 

Il modello da seguire, in questo caso, sarebbe analogo a quello utilizzato dalla Juventus per costruire il proprio impianto: cessione del diritto di superficie per 99 anni a un prezzo ragionevole per poi procedere alla costruzione dell’impianto. 

In casa giallorossa, tuttavia, queste interlocuzioni con il Campidoglio, definite “scambio cordiale”, sono in una fase ancora molto embrionale e la soluzione Pietralata, come quella fatta circolare mesi fa sull’area duplex Mercati Generali/Gazometro all’Ostiense, è considerata appena più di un pour parler, suscettibile, dunque, di cambiamenti anche radicali.

L’identificazione delle due aree: a destra i Mercati Generali (cerchiato in rosso è lo Stadio della Juventus analogo per dimensioni a quello che vorrebbe la Roma e nella stessa scala della mappa). A destra l’area del Gazometro dove realozzare i parcheggi.

Del resto, in occasione del subentro a Pallotta, i Friedkin fecero una serie di sopralluoghi in città per guardare da vicino le possibili aree e Pietralata non era esattamente in cima alla lista delle preferenze. 

Inoltre, il dossier Stadio è nelle competenze del CEO, Pietro Berardi, che, però, non ha ancora una squadra intera di tecnici con cui confrontarsi. Anzi, con le dimissioni di Maurizio Costanzo presentate ieri viene a perdersi un elemento della comunicazione.

 

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