• mercoledì 18 Maggio 2022 21:26

Nuovo giorno, nuovo stop per la B1. Anche ieri, come il giorno precedente, la tratta che va da Bologna a Jonio della sotterranea romana viene fermata da Atac a causa dell’indisponibilità di treni. E l’assessore ai Trasporti, Eugenio Patané, prende carta e penna e spedisce una lettera ad Atac.
Andiamo per ordine: quando mancava un quarto d’ora alle 9 di mattina, arriva il solito cinguettio di @infoatac, l’account twitter ufficiale dell’Azienda di via Prenestina: “metro B: causa indisponibilità di treni per guasto in chiusura tratta B1 Bologna-Jonio/servizio sostitutivo. Ultimo treno per Jonio si trova a Castro Pretorio. Ultimo treno da Ionio in partenza ore 8.55 circa”.
Poco dopo le 9, secondo “lancio”: “metro B: circolazione non attiva sulla tratta B1 Bologna/Jonio. Attivo servizio bus sostitutivi (a Bologna, i bus partono da viale XXI Aprile). Atac si scusa per il disagio”.
Come accade ormai da settimane, invece dei 32 treni che, ordinariamente, dovrebbero circolare sulla metro B/B1, Atac ne ha a disposizione solo 13. Per cui, esattamente come avvenuto già il 1 marzo e ancora giovedì 10, basta che uno o due convogli abbiano guasti che per Atac si apre il dilemma: far camminare tutte e due le linee con frequenze da treno regionale con un convoglio ogni mezz’ora o chiudere la B1 e mantenere la B con le frequenze ormai abituali di 8/15 minuti fra una metro e l’altra.
Oggi dovrebbe rientrare in servizio uno dei 9 treni finiti sotto il tornio di calibrazione delle ruote (quello di cui Atac ha denunciato un possibile sabotaggio proprio il 1 marzo), per cui la B dovrebbe passare da 13 a 14 treni in servizio effettivo.
Il problema, comunque, rimane: “continuiamo a scontare – afferma l’assessore ai Trasporti, Eugenio Patané – la mancata manutenzione programmata dei treni che, negli scorsi 5 anni, sono stati lasciati così, senza controlli, nonostante i soldi fossero stati resi disponibili dal 2017 e più volte sia stata evidenziata la necessità di provvedere alle revisioni dei convogli”. Arriviamo alla lettera che Patané ha spedito ieri pomeriggio ad Atac per lamentare una serie di problemi all’interno di depositi e officine dell’azienda con addirittura due motrici ferme da mesi che, se rimesse in servizio, potrebbero alleggerire la situazione del parco treni. Nella lettera, inoltre, Patané ha sottolineato come ci siano solo 3 operai a lavorare al tornio che rettifica le ruote e che, in officina, ci sia da tempo un problema al sesto binario di lavorazione per cui non è possibile utilizzare quella postazione per riparare i pantografi dei treni.

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