• mercoledì 18 Maggio 2022 22:20

Per ora, l’unica cosa sicura è che almeno fino a fine anno rimarranno così come sono oggi. Sono i dehors, gli spazi all’aperto concessi a tutti i locali che somministrano alimenti e bevande, nati come strumento per combattere la crisi e, rapidamente, trasformatisi in una specie di casba priva di regole o con regole decisamente poco rispettate.

Hanno occupato i bordi delle strade, spesso sottraendo legalmente posti auto. Se ne vedono realizzati con i pallet di legno, in ferro battuto, più o meno decorati e più o meno essenziali. Per il settore della ristorazione sono stati fondamentali per riavviare il sistema dopo lo stop legato alla quarantena del 2020. Ma ora richiedono una disciplina: l’emergenza sanitaria è finita, quella commerciale ancora no.

Ieri pomeriggio, riunione all’assessorato al Commercio: al tavolo, l’assessore alle Attività produttive, Monica Lucarelli, e quello alla Mobilità, Eugenio Patané. Poi, la sovrintendenza capitolina, il Comandante generale della Polizia locale. Insieme a loro, anche i rappresentanti dell’assessorato alla Cultura e il presidente della Commissione Commercio, Andrea Alemanni (Pd). 

Dall’altro lato, le varie associazioni di categoria: Cna, Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato. 

Siamo ancora alle schermaglie preliminari: dopo Pasqua è fissata una nuova riunione operativa per iniziare a buttar giù un piano concreto. 

Al momento, la certezza è che le attuali concessioni saranno prorogate fino a fine anno, con quello che al Commercio, definiscono un “provvedimento ponte”.

L’obiettivo dichiarato, però, è quello di regolamentare l’intero sistema. Quindi, questo significa uniformare le tipologie di arredo per quel che riguarda i materiali da utilizzare e i colori. Insomma, fermare quel meeting pot fatto di tende di plastica alternate a assi di legno o ferro battuto. Per questo era presente al tavolo la sovrintendenza capitolina che dovrà “dettare” gli elementi estetici da inserire nei nuovi dehors.

C’è poi il problema dei problemi: le dimensioni e i controlli dei dehors. Anche prima della pandemia, le cronache romane sono state abbondantemente alimentate da blitz dei vigili urbani che sequestravano tavoli e sedie di pizzerie e ristoranti. Che il giorno dopo, li rimettevano in strada da capo tanto che a forza di sequestrare i depositi della Polizia locale si sono riempiti più volte. 

L’idea che aleggia in Assessorato è quella di dotare ogni dehors di un QR code – quel quadratino composto di moduli neri disposti in uno schema bianco – che consenta di rendere immediatamente disponibile ai controlli tutte le informazioni necessarie. Solo che, oltre che creare questo Code, occorre anche renderlo leggibile sui palmari e i telefonini dei Vigili urbani.

Terzo problema da affrontare di qui a fine anno sarà quello di rivedere la classificazione di alcune strade oggi considerate di grande viabilità e, quindi, soggette ad alcune limitazioni nella concessione di spazi per realizzare i dehors. 

Spiega l’assessore Lucarelli: “Per arrivare all’ok della Giunta è necessario affrontare alcune tematiche chiave. Tra queste è importante sottolineare la soluzione chiesta dall’assessore Patanè per rivedere alcuni punti del Piano generale del Traffico urbano e declassare alcune strade che attualmente fanno parte della grande viabilità, e quindi non soggette all’installazione di pedane e tavoli esterni, a viabilità ordinaria. Ho chiesto alle associazioni di fornirmi una lista dettagliata di vie che dovranno cambiare la “classificazione”, in modo tale da avere un lavoro celere e mirato perché fatto dagli addetti ai lavori”.

 

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