• domenica 4 Dicembre 2022 09:13

LINK: VIDEO DELLA BARUFFA

 

Non accenna a raffreddarsi il clima sulla questione termovalorizzatore di Roma. Dopo l’annuncio del sindaco, Roberto Gualtieri, durante il consiglio straordinario sui rifiuti di mercoledì 20 aprile, di voler procedere rapidamente con la costruzione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti a Roma, ieri si è sfiorata la rissa in Aula Giulio Cesare.
Il gruppo dei grillini, infatti, è entrato in Assemblea con l’intenzione di  occupare l’Aula e srotolare uno striscione (“no all’inceneritore”). Nulla di rilevante e nuovo solo che, a parte gli eletti in Campidoglio, fra le fila pentastellate era presente anche un consigliere del X Municipio, il capogruppo Alessandro Ieva, che ha scavalcato la barriera che divide l’emiciclo dagli spettatori iniziando a riprendere la protesta. A quel punto, dai banchi dem, è scesa Valeria Baglio chiedendo che Ieva lasciasse l’emiciclo dove non poteva stare e smettesse di riprendere. Stando al racconto dei presenti di entrambe le parti, Ieva avrebbe strattonato il braccio della Baglio per impedirle di prendere il cellulare. Parapiglia, sospensione della seduta, intervento di Vigili e commessi. E alla fine, Ieva è stato prima espulso dall’Aula poi “daspato”: per due mesi non potrà assistere alle sedute del Consiglio comunale in presenza. 

Dopo poco – spiega la presidente dell’Assemblea, Svetlana Celliil caos è rientrato. Nel momento della protesta e del parapiglia stava presiedendo la seduta il vicepresidente vicario, Carmine Barbati, che ha immediatamente sospeso l’assemblea. A parte l’espulsione, ho irrogato a Ieva il Daspo dall’Aula Giulio Cesare per due mesi: è un eletto e deve conoscere i regolamenti. Durante le sedute, nell’emiciclo sono ammessi solo gli addetti ai lavori, non il pubblico. Poteva riprendere tutto stando dietro la balaustra come hanno fatto altri suoi colleghi di partito”.

Il clima politico, a parte la baruffa in Aula, rimane incandescente.
Ribadiamo il nostro fermo No all’inceneritore”, dicono i grillini (M5S e Civica Raggi): “È lampante poi la spaccatura fra il Pd romano e quello regionale”.
Replicano i dem: “I pentastellati per cinque anni hanno tenuto bloccata Roma: sono ormai un manipolo di nostalgici isolati, che narrano di una città che non è mai esistita, che non sono stati capaci di amministrare e che vorrebbero continuare a tenere ferma”.
Attacca la Lista Calenda: “Come può il Pd avere in Regione il M5S come alleato?”.

E se Gualtieri ha problemi a sinistra, incassa sostegno da destra: “Vuoi vedere che lo appoggiamo solo noi?”, si domanda la capogruppo della Lega in Campidoglio, Simonetta Matone. Dalla Lega si fa sentire anche l’ex assessore all’Ambiente nella Giunta Alemanno, Fabio De Lillo: “Sui termovalorizzatori Zingaretti era negazionista e ora ci dà ragione”.
Aggiunge il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri: “Quella dei termovalorizzatori di ultima generazione è la strada da percorrere per risolvere una volta per tutte il problema rifiuti a Roma. Come potrà Gualtieri portare avanti una iniziativa del genere dopo la levata di scudi che oltre che dall’opposizione in Campidoglio arriva anche dalla maggioranza in Regione dove il Pd governa con i grillini del “no a tutto”?”.

Dal centrosinistra, a Gualtieri arriva l’appoggio di Renzi: “Se Gualtieri ci chiede i voti per il termovalorizzatore noi diciamo di sì senza incertezze”.

E se l’assessore all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, annuncia confronti pubblici con i cittadini e un prossimo incontro con la Cgil, a Radio24 Gualtieri rilancia: “Dopo la chiusura di Malagrotta non è stato fatto nulla. Voglio arrivare entro la consiliatura ad avere il piano completamente realizzato: sia i due biodigestori anaerobici, che i centri di raccolta e riuso e il termovalorizzatore di ultimissima generazione che sarà ancora più green di quelli che esistono nelle altre Capitali europee. Senza termovalorizzatore dovrei fare una discarica da 1 milione di tonnellate a Roma ogni due anni e mezzo”.

 

 

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