• giovedì 29 Settembre 2022 07:22

Ho parlato con tantissime persone. È capitato anche di parlare con Roberta Lombardi, assessore alla Transizione ecologica”. Poi, però, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, tira dritto: “voglio un piano rifiuti che sia il più avanzato, il più green, il più europeo possibile. Il governo mi ha nominato commissario e c’è il dovere di fare in modo che Roma si faccia trovare pronta per il Giubileo: deve fare tante cose per superare una situazione attualmente insostenibile che riguarda l’assenza totale di impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Una situazione che espone costantemente la città al rischio emergenze”. E amen: si parla con tutti, anche con chi, come i 5Stelle, dopo cinque anni di rifiuti in strada e differenziata sostanzialmente in stallo se non in calo, oggi strepita contro il termovalorizzatore, chiamandolo apposta “inceneritore” ma avendone uno ben funzionante e usato a Torino nel quinquennio di governo cittadino. Si parla con tutti, ma poi si va avanti e si tira dritto. E “non ci sono rischi per l’alleanza Pd-M5S per le regionali e le politiche”, chiosa il Sindaco.
Lunedì sera il Governo ha ufficializzato, nel Decreto Aiuti, la nomina di Gualtieri a Commissario Straordinario per il Giubileo 2025, affidandogli la gestione dei rifiuti. La nota di Palazzo Chigi ha indicato i compiti di Gualtieri: predisporre e adottare il piano di gestione dei rifiuti della città, regolamentare le attività di gestione dei rifiuti, elaborare e approvare il piano per la bonifica delle aree inquinate, approvare i progetti di nuovi impianti.
Di fatto, la Regione viene completamente scavalcata, almeno fino al 2026, con il risultato di andare verso una “armonizzazione” del Piano Rifiuti regionale del 2020 con il Decreto Aiuti. Il primo effetto è che Roma dovrebbe diventare un’area autonoma nel ciclo rifiuti, un “Ente di Gestione degli Ambiti territoriali ottimali”, il cosiddetto Egato, distinto e separato.
La novità è emersa ieri, in Regione Lazio, quando in Commissione Bilancio è emerso che il decreto del Governo ha un effetto diretto anche sulla proposta di legge, ora in discussione, sulla divisione territoriale del territorio regionale per la gestione del ciclo rifiuti. Nel Piano regionale 2020 gli ambiti territoriali previsti erano 5, di fatto uno per provincia, con Roma città come “sub-ambito” di quello più generale provinciale.
Durante le discussioni in Commissione è invece emersa la necessità di cambiare qualcosa: “l’impostazione del piano rifiuti non la mettiamo in discussione” ha detto l’assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, che, però ha aggiunto: “indipendentemente dal piano rifiuti del Lazio, Roma Capitale è dotata di poteri commissariali straordinari fino al 2026” e “dovremo sincronizzare” l’attuale proposta normativa con le “enormi novità emerse ieri” da Palazzo Chigi.
E mentre Unindustria appoggia senza riserva il progetto termovalorizzatore, nasce il comitato “Daje termovalorizzatore Roma” promosso da Chicco Testa, cofondatore ed ex presidente di Legambiente e presidente di Acea sotto Rutelli sindaco.
Le polemiche rimangono confinate all’estrema sinistra e con i 5Stelle. “Se si raggiungerà il 75% di differenziata, portare nell’inceneritore il restante 35% è una follia: significherebbe perdere una marea di materie prime” dice la Lombardi che invoca più economia circolare e un aumento della differenziata. Proprio quella differenziata rimasta sostanzialmente ferma se non arretrata nei 5 anni M5S in Campidoglio.

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