• domenica 4 Dicembre 2022 09:44

Ci siamo: Pietralata e da 55mila a 60 mila posti. La Roma ha rotto, finalmente, gli indugi e ha depositato in Campidoglio la prima carta formale per il nuovo Stadio.
Si tratta del primo, vero e concreto manifestarsi della volontà di Dan e Ryan Friedkin – padre e figlio, rispettivamente presidente e vicepresidente della società giallorossa acquistata nell’agosto 2020 – di passare dagli annunci al piano pratico.
L’area prescelta è Pietralata, dietro la Stazione Tiburtina e non lontano dall’Ospedale Sandro Pertini.
Scartato il punto più vicino alla ferrovia dove inizia via Monti Tiburtini, considerato troppo piccolo, per la Roma si va su un’area pubblica: “la posizione dello Stadio appare più idonea e adeguata all’interno del Piano Particolareggiato di Pietralata sul sito di proprietà di Roma Capitale”.
Nelle carte si legge che la società giallorossa ha deciso di prendere come modello di riferimento l’Emirates Stadium dell’Arsenal: “4 stelle Uefa, 60.000 posti”, anche se dai primi disegni, appena abbozzati, pare che più che la classica forma ovale si possa virare verso una soluzione un po’ più squadrata, tanto che si parla di “tribune nord, sud, est e ovest” e di “corner” più che di vere “curve” classiche.
Altro elemento: lo stadio è “in posizione centrale e isolata, una sorta di acropoli posta in posizione dominante sulla sommità del rilievo tufaceo” in modo tale da garantire ordinato afflusso e deflusso e sicurezza in caso di evacuazione di emergenza.
Per quanto riguarda i parcheggi, l’idea di partenza è quella di realizzarli nello spicchio di superficie a confine con la ferrovia. Sono state realizzate due quaterne di simulazioni sui parcheggi. Una con base 55mila spettatori e una con 60mila spettatori.
L’area da riservare a pullman, auto e moto andrebbe da70mila fino a 124mila metri quadri, con posti per le moto oscillanti da 7mila a quasi 10mila; posti auto fra 2.300 e 4.660 e posti pullman in numero da 18 e 32. A parte il numero degli spettatori, le simulazioni sono state fatte prendendo come base la stessa modalità di accesso allo Stadio ipotizzata all’epoca del progetto di Tor di Valle, 51% con mezzi pubblici e il resto con mezzi privati. Su questi parametri, sono state modulati simulazioni con un aumento della percentuale di mobilità col trasporto pubblico fino al 60%. Questo spiega le differenze che, in termini di spettatori oscillano da 12mila e spicci fino a oltre 13mila con le moto, da 8mila a 14mila con le macchine, da 1.100 a 2.000 con i pullman e da 31mila a 36mila con il trasporto pubblico.
Si spinge sul trasporto pubblico, dunque, anche perché lo Stadio avrà la fermata metro B Quintiliani a 400 metri e la stazione Tiburtina a 600: meno di quanto si percorra oggi per entrare all’Olimpico.
Tiburtina significa l’Alta Velocità ma anche le decine di treni regionali compresi quelli che vanno e vengono da Fiumicino aeroporto. Ovvero i treni che attraversano la città, da Settebagni a Villa Bonelli, coprendo una enorme fetta della città. A Tiburtina, poi, ci sono anche i capilinea di moltissimi pullman che svolgono servizio di trasporto su gomma in mezza Italia.
Cambierà anche il volto del quartiere: previsti un parco pubblico, un centro commerciale e centro sportivo. Più due ponti ciclopedonali: il primo sarà una “spina pedonale-ciclabile” che collegherà direttamente il nuovo Stadio con la Stazione Tiburtina.
Il secondo sarà all’altezza di via Livorno e, scavalcando il fascio dei binari ferroviari, sarà un elemento di connessione diretta “con il quartiere Nomentano e con la stazione metro B/B1 di Piazza Bologna”.
Lato mobilità privata, intorno all’area di Pietralata insistono svariate strade: l’autostrada per l’Aquila, la A24, con le uscite di Fiorentini e Togliatti; la Tangenziale Est (tracciato nuovo e vecchio) che porta a via dei Monti Tiburtini e, per quanto lunga e tortuosa, via di Pietralata che collega via Nomentana con via Tiburtina.
Siamo ancora in fase più che preliminare e sono ancora molti nodi da sciogliere: manca il cronoprogramma, non c’è l’analisi dei costi e la loro sostenibilità, non è ancora stata scelta la procedura urbanistica da seguire e c’è da risolvere il problema dell’accessibilità delle ambulanze al Pertini e dell’eventuale inquinamento acustico.

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