• giovedì 8 Dicembre 2022 16:39

Ridurre la dipendenza dell’Italia da fonti energetiche di altri Paesi, come quella dal gas e dal petrolio russi, o, più generalmente, da fonti energetiche fossili, viste anche le ultime decisioni dell’Unione Europea sulle automobili a benzina e diesel.
Per questo riparte la ricerca sull’energia nucleare con un progetto dell’Enea. Twitta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Bene la ricerca per il nucleare pulito. La rivoluzione possibile è nella scommessa della fusione. È nel Lazio al centro Enea di Frascati il progetto laboratorio più importante d’Europa su questo. Orgogliosi e con impegno andiamo avanti”.
Il progetto – chiamato “Divertor Tokamak Test” o DTT – vede Enea come partner principale e nel ruolo di leader di un consorzio europeo (Eurofusion) che sta realizzando, nel Centro Enea di Frascati, un laboratorio scientifico-tecnologico tra i più grandi in Europa.
In un arco temporale di 7 anni, il DTT prevede di realizzare un impianto dimostrativo in grado di fornire energia elettrica da fusione nucleare entro il 2050.
Sgomberiamo subito il campo: parliamo di una energia ottenuta da funzione nucleare, quindi sostenibile perché sicura, efficiente, inesauribile, libera da emissioni nocive di anidride carbonica. Un’energia che rappresenta un’alternativa ai combustibili fossili.
Soprattutto, a differenza di quella ottenuta da fissione nucleare, la fusione non produce scorie radioattive, spettro da sempre agitato per dire no al nucleare.
Parliamo di un progetto sperimentale, per ora, non della produzione su scala industriale di energia che, ovviamente rimane il proposito finale. La fase di studio preliminare del progetto DTT si incentra sull’analisi dei sistemi di smaltimento della potenza sottoposti a stress e forti carichi termici, sviluppare materiali e nuove tecnologie e, in sostanza, cercare di preparare le nuove generazioni di scienziati e mantenere leadership italiana.
Investimento complessivo previsto di 500 milioni di euro cui contribuirà un mutuo europeo erogato dalla Banca Europea degli Investimenti, finanziamenti nazionali, il contributo del Consorzio stesso e contributi messi in campo dalla Repubblica Popolare Cinese in qualità di partner scientifico del progetto.
Il piano finanziario di copertura dell’investimento così come è stato predisposto da Enea e Governo prevede 250 milioni di euro di mutuo della Banca europea degli INvestimenti cui si aggiungono 160 milioni di finanziamenti nazionali, 60 milioni da Eurofusion e 30 milioni dalla Cine come partner scientifico del progetto.
In termini di ricaduta occupazionale, sono attesi 1.600 nuovi posti di lavoro e un ritorno economico complessivo di 2000 milioni di euro.
Quando, nel 2018, venne publicato da Enea l’avviso pubblico per selezionare il sito dove realizzare l’impianto, vinse la Regione Lazio candidando il Centro Ricerche Enea di Frascati. Partito il progetto, entrato nella fase operativa, la Regione Lazio ha messo una fiche da 25 milioni di euro da proprio Programma Operativo regionale (Por) 2014-2020 per far partire l’infrastruttura e altri 40 milioni per ulteriori costi connessi ai lavori di adeguamento come eventuali opere di urbanizzazione primaria o l’estensione della linea elettrica.
L’ultima annotazione: il progetto DTT avrà anche ricadute diverse come le innovazioni tecnologiche anche in altri campi scientifici, una sessantina di brevetti e, quindi, ricadute dirette sul sistema industriale.

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