• domenica 4 Dicembre 2022 15:26
Le Vele di Calatrava

 

Per Tor Vergata, se Roma vincerà la corsa a ospitare Expo 2030, si preannuncia una rivoluzione sulla mobilità: addio al prolungamento della metro A, da Anagnina passando per il Policlinico di Tor Vergata, fino a incrociare la metro C a Torrenova. Al posto di quest’opera – giudicata non più sostenibile vista l’”anzianità” di servizio della linea arancione che non reggerebbe un ulteriore aumento del carico di passeggeri – il Campidoglio vuole realizzare uno “sfioccamento” della metro C, più nuova, dalla stazione di Torre Angela fino alle Vele di Calatrava con una fermata al Policlinico. Tre chilometri e mezzo da costruire prima di Expo 2030 se, a ottobre 2023, sarà Roma a vincere la corsa a ospitare la rassegna internazionale che porterà, secondo le previsioni del Comune, a una domanda di mobilità che passerà dagli attuali 5.500 passeggeri l’ora a 256mila visitatori al giorno per Expo, da 10 a 15mila l’ora. Questa novità è emersa nella mattinata di ieri quando, di fronte alle Commissioni Mobilità e Expo riunite in seduta congiunta, l’assessore ai Trasporti, Eugenio Patanè, ha spiegato su quali infrastrutture dovrà basarsi la mobilità del quadrante nel 2030.
Tempi strettissimi, come ha sottolineato Andrea De Priamo (Fdi, “Vediamo troppa indecisione sul piano trasporto relativo ad Expo. Ci preoccupa la strategia di attendere l’assegnazione di Expo per decidere se realizzare il prolungamento della Metro e non partire nel frattempo con le tranvie previste dal Pums e finanziate dal PNRR”): poco più di sei anni dal 2023 al 2030 per costruire 3,5 km di metropolitana che costeranno 400 milioni se realizzati con i binari in superficie e il doppio se, invece, si andrà in sotterranea.
Non ci sono ancora progetti preliminari” ha chiarito l’Assessore che, di fatto, ha solo annunciato un chiaro indirizzo politico condiviso dalla Giunta: “La metro A è vecchia, senza guida automatica, con un carico attuale di 240mila passeggeri l’ora che, dopo la realizzazione del prolungamento oltre Battistini, salirà a 280mila persone/ora. Un ulteriore allungamento dopo Anagnina porterebbe l’afflusso a superare i 300mila passeggeri l’ora e la A non reggerebbe”.
Rimarrà invece il nuovo tram Termini-Giardinetti che, nella visione avviata dalla Giunta Raggi e fatta propria da quella Gualtieri, diventerà la “metro G”, un tram di superficie dotato di mezzi nuovi, con spostamento dell’attuale capolinea delle Ferrovie Laziali dietro piazza Vittorio a via Giolitti, altezza ingresso laterale della stazione. E, dall’altro lato, dall’attuale Giardinetti fino a Tor Vergata. Nelle scorse settimane era emersa la contrarietà della Soprintendenza che, stando a quanto spiegato da Patanè, ha invece dato parere favorevole all’opera con prescrizioni che rimarrà anche se Roma non vincesse la corsa ad Expo 2030.
E rimarrà anche l’altro tram della zona, quello da Anagnina a Tor Vergata. Il tutto a condizione di vincere la corsa ad Expo: “Dobbiamo fare anche un ragionamento sulla densificazione di quell’area – ha aggiunto Patané – in cui già si prevede, dopo Expo, l’espansione dell’abitativo di Tor Vergata”.

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