• domenica 27 Novembre 2022 15:53

 

Con 32 voti favorevoli, 3 contrari, 5 consiglieri a spasso, l’Assemblea Capitolina ha approvato la modifica del sistema di retribuzione dei consiglieri comunali. Economicamente cambia poco o niente come spesa totale: con il sistema attuale il Campidoglio spende ogni anno 3 milioni 982 mila euro. Con il sistema nuovo, la spesa passerà a 4 milioni 30mila euro totali.
Ora il testo verrà inviato al Ministero dell’Interno che, insieme a quello delle Finanze, dovrà emanare un decreto interministeriale di recepimento della modifica che renderà il tutto operativo.
La riforma cancella il sistema dei gettoni di presenza in favore di uno basato su una retribuzione onnicomprensiva: con i gettoni, un consigliere, partecipando praticamente a tutte le sedute d’Aula e di Commissione e con l’aliquota Irpef bassa, può arrivare a prendere quasi 3mila euro lordi al mese, 2mila circa netti. Attualmente, i gettoni arrivano a costare ogni anno 1 milione 632mila euro. Cui, però, va sommato il rimborso ai datori di lavoro, stimato in 2 milioni 350 mila euro l’anno, che il Comune rimborsa al datore di lavoro di un dipendente di un’azienda privata eletto in Consiglio comunale per le assenze dal lavoro dovute all’attività istituzionale. Totale attuale: 3 milioni 982mila euro.
Con il nuovo sistema, invece, la retribuzione netta salirà a 3.100 euro mensili (poco meno di 3 milioni annui) cui vanno sommati 1,1 milioni di oneri previdenziali ma ingloberà anche i rimborsi. Totale: 4 milioni e 30mila euro. Va però chiarito che, nell’attuale sistema, il conto economico sui rimborsi attuali è basato su una stima mentre quello sui gettoni di presenza è calcolato sul massimo raggiungibile.
A favore hanno votato il Pd, Sinistra civica ecologista, Roma Futura, Europa Verde e Demos fra i partiti di maggioranza. Fra le opposizioni, assenti i consiglieri della Lega, sono arrivati i voti favorevoli di Fratelli d’Italia, UdC e Forza Italia.
Contrari 3 esponenti del Movimento 5Stelle, Paolo Ferrara, Linda Meleo e Daniele Diaco. Della compagine pentastellata, assenti al voto l’ex sindaco, Virginia Raggi, e il consigliere della sua lista civica, Antonio De Santis. Sia Ferrara che De Santis, in Commissione, si erano astenuti rinviando alla seduta d’Aula eventuali dichiarazioni che, però, non sono arrivate.
Non hanno partecipato al voto, pur essendo presenti in Aula, i due consiglieri di Italia Viva, Valerio Casini e Francesca Leoncini, e i tre di Azione, Dario Nanni, Francesco Carpano e Flavia De Gregorio. Assente anche Carmine Barbati (Lista civica Gualtieri) che, nei giorni scorsi, è stato l’unico consigliere di maggioranza a schierarsi apertamente contro il provvedimento.
Poco dopo il voto, il presidente del Consiglio comunale, Svetlana Celli, in una nota ha affermato che “Non si tratta di costi in più a discapito dei cittadini e a favore dei consiglieri. È stato rimesso semplicemente ordine e creata una sola voce per le indennità. Questo atto dàil giusto valore e piena dignità al ruolo dei consiglieri capitolini”.
In Aula, a parte il relatore del provvedimento, il consigliere Dem Andrea Alemanni, ha parlato la capogruppo del Pd, Valeria Baglio, sottolineando come “Questo con il nuovo regime si traduce in un risparmio effettivo della parte retributiva dei consiglieri e porterà a una quasi totale invarianza della spesa totale per i consiglieri”.

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