• lunedì 6 Febbraio 2023 20:50

 

Saranno 12 in meno: la pattuglia di deputati e senatori eletti nel Lazio diminuirà nella prossima legislatura, quella che si aprirà con le elezioni fissate per il 25 settembre. In totale, si passerà da 58 deputati a 50 e da 28 a 24 senatori.
Il taglio del numero dei parlamentari – la Camera passa da 630 a 400 Deputati, il senato da 315 a 200 Senatori – ha comportato anche il ridisegno dei collegi elettorali che è stato fatto nel 2020, dal Governo, e poi ratificato dal Parlamento con il decreto legislativo 177 del 23 dicembre di due anni fa.
In totale, vanno eletti sul territorio nazionale 392 deputati e 196 senatori, dato che saranno 8 i membri della Camera e 4 del Senato a essere eletti nella circoscrizione estero. I collegi sono divisi in uninominali (147 in totale) dove vince il seggio in palio chi ha un voto in più e in plurinominali (49 collegi in totale) dove i più seggi in palio sono attribuiti con metodo proporzionale calcolato su scala nazionale per la Camera e su scala regionale per il Senato.
Per la nostra regione, come in passato, sono previste due Circoscrizioni elettorali alla Camera – Lazio 1 e Lazio 2 – e una sola al Senato. Quello che cambia è il totale dei collegi e dei seggi attribuiti al Lazio e la loro divisione geografica.


La vecchia norma – era il decreto legislativo 189 del 2017 che era quello con cui si è votato l’attuale Parlamento – prevedeva per la Camera 14 collegi uninominali e 3 plurinominali per Lazio 1 e 7 collegi uninominali più due plurinominali per Lazio 2.

Ora, si passa a 9 collegi uninominali, quindi 5 collegi in meno, mentre restano invariati i 3 plurinomiali per Lazio 1 mentre per Lazio 2 saranno 5 i collegi uninominali, con un meno 2, e rimangono stabili i 2 del plurinominale.
La modifica riguarda anche il numero dei seggi messi in palio. Ovviamente, con il sistema uninominale si concorre per un solo seggio che vince chi ha un voto in più degli altri concorrenti. Quindi, con il nuovo sistema nella circoscrizione Lazio 1 si eleggeranno 9 Deputati all’Uninominale. Per Lazio 2, saranno 5. Restano invariati per Lazio 1 i seggi assegnati con il plurinominale: 24 in totale. Invece, per Lazio 2, si scende sul plurinominale da 13 a 12 eletti alla Camera.
Passando a Senato si scende di 5 collegi: da 10 eletti con l’uninominale si passa a 6 e da 3 con il plurinominale si scende a 2. Rimangono invariati i seggi, 18, che il Lazio porta a casa con il plurinominale ma, ovviamente, si scende di 4 posti per l’uninominale.

Quindi, il nuovo Parlamento vedrà eletti nel Lazio 50 deputati (erano 58) e 24 senatori (erano 28).
Quello che cambia, inoltre, a parte i numeri, è anche la divisione territoriale dei collegi.

Con la vecchia legge, per la Camera all’uninominale, Roma era divisa sostanzialmente in 9 aree. Pomezia era a parte come Fiumicino, come Guidonia o Velletri o Marino. Ora, invece, nel primo collegio vengono messi i Municipi I e II più parti dell’VIII come Ostiense, San Paolo e Garbatella. Poi, il III e il IV Municipio costituiscono il collegio 2; il 3 è dato dall’unione del V e del VI; Ciampino è accorpato al VII e all’VIII (meno Ostiense, San Paolo e Garbatella). Pomezia sta insieme ai Municipi IX e X; Fiumicino con l’XI e il XII; i Municipi XIII, XIV e XV saranno il collegio 7. I Castelli sono accorpati con Anzio e Nettuno nel collegio 8; Guidonia, Tivoli e Fonte Nuova stanno insieme nel nono collegio. I tre plurinominali sono la somma degli uninominali. Quindi, nel primo plurinominale ci finiscono i Municipi da I a VI più le parti dell’VIII; nel secondo i Municipi VII, VIII più i castelli, Anzio, Nettuno, Guidonia, Tivoli e via dicendo. I Municipi rimanenti – da IX a XV – stanno nel plurinominale 3.
Nuovi accorpamenti anche per Lazio 2 che è la circoscrizione delle altre province: spariscono i collegi uninominali di Civitavecchia (che va accorpata a Viterbo) e di Cassino (che va con Frosinone).
Il cambiamento al Senato riguarda Roma città che passa da 5 collegi uninominali a 3, con Ciampino e Fiumicino accorpati, nel quarto collegio, ai Municipi VII, VIII, IX e X. Guidonia, che prima era accorpata a Rieti, diventa il quinto collegio insieme a Pomezia, Tivoli e Velletri (e a altri 78 comuni).

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