• lunedì 3 Ottobre 2022 19:07

Clima, sostenibilità, innovazione, crisi energetica, guerra in Ucraina: la terza edizione del Soft Power Club, il Think tank fondato da Francesco Rutelli, si annuncia ricca di temi di primo piano.
Il 29 e 30 agosto – con il sostegno di Bulgari, Generali, la collaborazione della Fondazione Giorgio Cini, il supporto del Comune di Venezia e dell’Università Ca’ Foscari – nella prestigiosa Sala Degli Arazzi della Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio, premi Nobel, imprenditori, scienziati, ambasciatori, diplomatici, politici e dirigenti, insieme ai responsabili di tutte le più importanti associazioni internazionali che si occupano di cultura, restauro, musei, cinema, si riuniranno per discutere su “Clima, energia e transizione ambientale in Europa nel contesto globale e le drammatiche conseguenze e i cambiamenti generati dalla guerra in Ucraina”.
È un contributo al dialogo”, spiega Rutelli: “quello che sta accadendo in questi mesi con la guerra, e con il ritorno in campo degli strumenti del cosiddetto hard power, rende paradossalmente ancora più importante un incontro di questo tipo”. Fra i nomi che spiccano, si ritroveranno in laguna alla vigilia dell’inizio della Mostra del Cinema, l’imprenditrice Kiran Mazumdar Shaw, fondatrice della più grande azienda indiana di biotecnologie; Rebeca Grynspan, segretario generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo; Lord Charles Powell, diplomatico ed ex capo di gabinetto di Margaret Thatcher. Poi, ancora, Webber Ndoro, direttore generale del Centro mondiale per la Conservazione e il restauro del Monumenti; il “capo” di Hollywood, Charles Rivkin; il climatologo italiano Antonio Navarra, presidente del Centro europeo mediterraneo sui cambiamenti climatici; il presidente della Fondazione Eni – Enrico Mattei, Marzio Galeotti.
Secondo l’ex Sindaco di Roma, “il multilateralismo mostra la sua efficacia proprio in condizioni di crescente conflittualità nel mondo, a cominciare dal ritorno della guerra in Europa, per contribuire a ricercare le soluzioni comuni. Poi, il cambiamento climatico impone una transizione, che ora appare essere in stand-by, sia energetica che ambientale. Infine, è imprescindibile una innovazione digitale in un mondo sempre più in cambiamento, anche grazie alle nuove tecnologie”.
Lanciato quindici anni fa dal politologo americano Joseph Samuel Nye jr, nella squadra del Soft Power trovano posto “sensibilità plurali”: il principe di Giordania El Hassan Bin, ma anche l’ex premier neozelandese Helen Clark o il cinese Yuan Ding, vicepresidente e Dean della China Europe Businness School di Shangai, principale business school cinese; il Ceo di Generali Philippe Donnet.
Articolato in tre sessioni, l’incontro veneziano, anticipa Rutelli, comincerà quindi proprio con il fare il punto sull’importanza oggi del soft power; una seconda tornata di confronti sarà dedicata al cambiamento climatico e all’analisi delle strategie europee Fit for 55 per la transizione climatica, la crisi energetica, le urgenze ambientali. Mentre la terza sessione sarà centrata sull’innovazione digitale nel mondo che cambia. Ad aprire i lavori, sarà il commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni.

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