• lunedì 6 Febbraio 2023 21:01

Sei mesi da Assessore alla “Città dei 15 minuti” e un’esperienza decennale (2006-2016) da presidente dell’attuale Municipio VIII Garbatella e Andrea Catarci si ritrova, improvvisamente, catapultato sulla ribalta nazionale: candidato per il Partito Democratico al Senato, nel collegio uninominale 3 che comprende i Municipi V e VI. Territorio difficile, sfida al limite. Il centrodestra su quel collegio dovrebbe schierare l’avvocato Giulia Bongiorno. Mancano ancora i nomi dei candidati per il Movimento 5Stelle e per il Terzo Polo del duo Calenda/Renzi ma, oggettivamente, è una sfida davvero complessa.
Del resto, alle scorse elezioni comunali, nel V Municipio, al I turno Enrico Michetti staccò di oltre 5 punti (32 a 27) Roberto Gualtieri e nel VI, addirittura Gualtieri venne più che doppiato (18 punti per il Sindaco contro il quasi 40%) da Michetti. E non a caso il VI Municipio, quello di Tor Bella Monaca, è l’unico vinto dal centrodestra.
Lo stesso Catarci è ben consapevole della difficoltà quasi improba dell’impresa: “Lavoreremo per raggiungere il miglior risultato possibile ma la sfida è davvero complessa”, dice al Messaggero.
Dopo il video shock con successive dimissioni del capo di Gabinetto, Albino Ruberti, ora sul sindaco Gualtieri, in pochi giorni che trascorre in Grecia in vacanza, si abbatte anche quest’altra grana, molto politica. Di fatto, Enrico Letta sfila un assessore dalla Giunta capitolina e, per quanto improbabile sia l’esito positivo della corsa elettorale, è comunque un segnale, decisamente inatteso in Campidoglio, che arriva forte a Palazzo Senatorio.
In realtà per quel collegio uninominale del Senato era stato indicato come candidato Filippo Sensi, una delle personalità politiche più raffinate ed eleganti della galassia Dem. Solo che, un po’ come per il battito delle ali della famosa farfalla a Pechino, il caso del giovane capolista in Basilicata, Raffaele La Regina, finisce per cambiare le carte in tavola a Roma.
La Regina è finito nell’occhio del ciclone per una serie di tweet e post pesantemente anti Israele. Dopo aver tentato malamente di resistere – prima parlando di ironia, poi chiudendo al pubblico i propri profili social, poi riaprendoli ma dopo aver rimosso i contenuti contestati – alla fine La Regina è stato costretto a capitolare e rinunciare. Al suo posto, Letta ha indicato come capolista per i Dem in Basilicata Enzo Amendola. A quel punto, lo stesso Letta ha chiesto a Filippo Sensi di candidarsi al Senato sia nel proporzionale Lazio 2 che in Campania 1 ma lasciando vuota la casella dell’uninominale Roma 3. Nello stesso giro di valzer, Letta copre anche la casella del collegio uninominale Roma 3 della Camera, proponendo la candidatura a Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente.
E, così, Catarci, politicamente nato con il movimento studentesco della Pantera, passato per il centro sociale La Strada, per Rifondazione Comunista, poi per Sinistra Ecologia e Libertà, tenta la scalata a Palazzo Madama. Tanto è inaspettata questa candidatura che, alla domanda su eventuali dimissioni dalla Giunta in caso di elezione, lo stesso Catarci ammette: “onestamente non ci ho ancora proprio riflettuto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *