• domenica 4 Dicembre 2022 16:35

 

Il termovalorizzatore si farà. Il piano rifiuti è stato presentato e sottoposto a Valutazione Ambientale strategica. La valutazione è in corso. Quando si concluderà faremo una valutazione sulle osservazioni ricevute e si potrà varare la manifestazione di interesse per far partire operativamente la realizzazione dell’impianto. Lavoriamo affinché sia pronto in tutto o in parte per la fine del 2025”. Queste le parole del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, al termine del tavolo operativo sul Giubileo che si è svolto ieri mattina alla presenza del presidente del Consiglio, Mario Draghi, di molti ministri del Governo e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
A inizio agosto Gualtieri ha presentato il Piano per la Gestione integrata dei rifiuti di Roma, un piano che, nei fatti, cancella sia il quinquennio Raggi che le decisioni prese dalla Regione Lazio, parzialmente basate proprio sulla visione grillina dei rifiuti. Intanto, la differenziata è ferma, di fatto, alla fine del mandato Marino, dal quale si è discostata, in cinque anni e mezzo di M5S in Campidoglio, di poche virgole di punto. Al centro del nuovo Piano del Comune c’è il termovalorizzatore, identificato come architrave sulla quale fondare il prossimo decennio di politica sui rifiuti. L’obiettivo di Palazzo Senatorio è riuscire ad avere almeno la prima linea del nuovo impianto operativa entro il 2025. E, in attesa della costruzione e della piena operatività, il futuro vincitore della gara d’appalto dovrà garantire alla città la gestione del ciclo dei rifiuti.
Evitando il ripetersi degli errori commessi sotto Marino e Raggi, fatti di annunci con numeri mirabolanti mai raggiunti, l’obiettivo del Campidoglio è far salire la percentuale di differenziata dall’attuale 45 e spicci al 65 per cento entro il 2035 arrivando a portare. In discarica solo il 10% del volume dei rifiuti trattati. Per questo, a parte l’efficienza industriale di Ama ancora tutta da testare, il termovalorizzatore – con le sue 600mila tonnellate di rifiuti da trattare ogni anno – diventa un elemento centrale. Il Campidoglio stima un costo di 700 milioni di euro solop per questo impianto al quale, però, si prevede di affiancare la realizzazione di due biodigestori per il trattamento dell’organico con produzione di biogas e compost; di impianti di separazione e valorizzazione della carta e della plastica e di dieci nuovi centri di raccolta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *