• lunedì 6 Febbraio 2023 21:13

Presentazione ufficiale dei candidati della Lega nei collegi di Camera e Senato del Lazio, ieri mattina, nella sede romana del partito alle Botteghe Oscure. Assente per un lutto familiare Claudio Durigon, presenti Giulia Bongiorno, Simonetta Matone, Nicola Ottaviani, Federico Freni più tutto il parterre degli altri candidati nei listini proporzionali, a partire da Fabrizio Santori e Davide Bordoni, volti noti del Campidoglio, poi Souad Sbai, Barbara Saltamartini, Monica Picca, Maurizio Politi, Alfredo Becchetti, Sara De Angelis.
Quasi un’arringa, quella della Bongiorno: “I nostri obiettivi sono riassunti in questo slogan: “non c’è sicurezza senza giustizia, non c’è libertà senza giustizia. Se non ci sono processi che finiscono in tempi ragionevoli resteranno in circolazione sempre gli stessi personaggi che delinqueranno più volte: dobbiamo assicurare tempi ragionevoli ai processi, quindi i tribunali dovranno ricominciare a funzionare. Una nostra priorità sarà la terzietà del giudice, che non è un problema di serie B perché è una persona che può decidere sulla nostra vita, il nostro patrimonio e la nostra libertà, sulla base di poteri che nessun altro ha”. Con precisazione a scanso di polemiche varie: “Noi siamo contro l’esasperato correntismo di alcuni magistrati. La maggior parte di loro sono perbene e silenziosi ma non fanno carriera perché non fanno parte delle correnti. Noi combatteremo il correntismo e quelli che sono ai vertici solo per le raccomandazioni”.
Ferme parole di condanna da parte della Matone in merito alle parole del consigliere leghista Firenze che, rivolgendosi a una donna rom, aveva detto “Vota Lega e questa sparisce”: “Ho provato un grandissimo imbarazzo ma non dobbiamo farci fuorviare da derive di questo genere. Chi mi conosce sa che ho combattuto tutta la vita per strappare i bambini rom a un destino già scritto. Sono sempre stata dalla parte di quel tipo di infanzia maltrattata, oltraggiata e vilipesa. Respingo, quindi, qualunque accusa di razzismo considerato che ho passato tutta la vita a perseguirlo, anche con atti concreti attraverso i processi”.
Temi economici intrecciati con la guerra in Ucraina per Nicola Ottaviani: “Quando incontriamo imprenditori, ci chiedono chi pagherà le loro bollette. L’aggressione al popolo ucraino va combattuta ma dobbiamo anche difendere il popolo italiano e chi riceverà bollette talmente esose da dovere chiudere” e, sul filone, una riflessione anche sul PNRR “Non stiamo dicendo di buttare il Pnrr dalla finestra ma va adattato. Non si può dire che c’è uno strumento cristallizzato e che quindi non può essere cambiato. Significherebbe non avere l’intelligenza di comprendere e ascoltare. Quando è stato creato nessuno avrebbe ipotizzato che la crisi energetica ci avrebbe portato a mettere al primo posto l’esigenza delle famiglie e delle imprese”.

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