• domenica 4 Dicembre 2022 15:54

Non bastasse il quotidiano disastro Atac – anche ieri solito caos con linea A rallentata all’ora di punta di mattina a causa del guasto di un treno – ad aggravare il bilancio della passione dei romani (e dei turisti) sulla mobilità romana ci si sono messi il concertone di Renato Zero, le chiusure delle campagne elettorali, e, soprattutto, la manifestazione dei “Fridays for future” con rallentamenti, linee deviate e, ovviamente, traffico impazzito. Ventotto linee bus Atac deviate, fra le quali il 40, il 64 e la linea H che sono fra le più affollate della città.
Quella dei “Fridays for future” è stata la protesta globale per il clima, quella degli adepti di Greta Thunberg, che si è svolta in contemporanea anche in alto città come Genova, Cagliari, Napoli.
“Siamo già tornati in piazza per altri eventi, ma adesso che l’emergenza della pandemia è finita, possiamo finalmente tornare a riempire le strade”, ha spiegato Michela Spina, cooportavoce dei Fridays For Future, all’Agenzia Dire.
Slogan dei manifestanti: “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”.
“Abbiamo cercato di andare sempre più nel profondo della questione climatica, studiando i fatti e i dati – dice ancora la Spina – e ci siamo resi conto che la crisi climatica è una crisi sociale. Per noi la transizione ecologica deve essere reale, non finta”.
Schierati dietro lo striscione “Pace, Lavoro, Clima” anche la Cgil con il segretario generale Maurizio Landini. E non potevano certo mancare i leader dell’alleanza Verdi-Sinistra italiana, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, alleati del Partito Democratico di Enrico Letta.
Cinquemila i partecipanti secondo la polizia, 30mila secondo gli organizzatori. I ragazzi che hanno partecipato alla protesta nella Capitale, indetta in occasione del nuovo sciopero globale per il clima, il Global Strike for Future, si sono ritrovati alle 9.30 a piazza della Repubblica per poi, un’oretta dopo, proseguire in corteo fino a via dei Fori Imperiali passando per via Cavour e finendo per tenere impegnato il centro di Roma fino alle due del pomeriggio.
“Chiedete il nostro voto ma ignorate la nostra voce. Continuiamo la nostra lotta” è stato lo slogan che i ragazzi hanno scelto di scrivere sul lungo striscione che ha aperto il corteo. Tanti i cartelli con su scritto “bla, bla, bla” e i messaggi che parlano dell’urgenza di agire contro i cambiamenti climatici. Il messaggio è netto e scritto su tanti cartelli: “Non c’è più tempo”, e l’imperativo, per salvare il pianeta, è passare, sulle politiche ambientali, dalle parole ai fatti.
Finita la manifestazione ambientalista, si inizia con i comizi di chiusura della campagna elettorale a metà del pomeriggio: il Pd, a piazza del Popolo, il Movimento 5Stelle a piazza Santi Apostoli, Unione Popolare di Luigi De Magistris a piazza delle Gardenie a Centocelle e Terzo Polo di Renzi e Calenda al Gianicolo: quattro comizi che hanno ancor di più aggravato il caos mobilità dei romani.
Traffico talmente impazzito che il nodo di Porta Maggiore è andato in tilt a metà pomeriggio con mega ingorgo di traffico che ha causato interruzioni sia per i tram della Prenestina che per il trenino della Casilina bloccati prima di poter raggiungere i capilinea a Termini e alle Laziali.
Ciliegina sulla torta, ma se non altro di altissimo livello artistico, il caos generatosi già dalle cinque e mezza del pomeriggio per il concerto al Circo Massimo di Renato Zero con chiusure di via dei Cerchi e via del Circo Massimo da piazzale Ugo La Malfa a via di Santa Maria in Cosmedin.

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