• domenica 4 Dicembre 2022 17:25

Dovevano essere 55mila. Saranno quasi certamente 65mila. Chiamatelo effetto Mourinho, effetto Conference League, effetto della decina di sold out registratisi all’Olimpco anche nelle amichevoli, ma i Friedkin alzano la posta. Anzi, i posti. Nella versione iniziale, la “brochure” progettuale presentata al sindaco Gualtieri a fine aprile scorso, la misura del nuovo Stadio era indicata in 55mila forse 60mila.
Ora, invece, saranno 60mila sicuri. Più probabilmente 65mila, andando così anche incontro alle molte perplessità sul numero dei posti, considerato forse troppo esiguo per una squadra che punta in alto, espresse da moltissimi tifosi sui social.
Oggi, a mezzogiorno, l’amministratore delegato della Roma, Pietro Berardi, salirà i gradini dell’ingresso di Sisto IV a Palazzo Senatorio, in Campidoglio. Andrà da Gualtieri e gli consegnerà formalmente lo”studio di fattibilità” per il nuovo stadio della Roma a Pietralata.
La zona ormai è quella: le altre ipotesi circolate nei mesi scorsi – Mercati Generali/Gazometro, Olimpico, Flaminio – sono tutte rapidamente scomparse dai radar rimanendo in piedi solo le aree comprese fra via dei Monti Tiburtini, la Tangenziale Est (vecchio tracciato), la stazione Tiburtina con via Tiburtina.
Di questo nuovo progetto emergono, per ora, pochissimi dettagli: sarà presentato al Comune ai sensi della “legge stadi” (la 147 del 2013 con tutte le successive modifiche). Il che significa che la Roma dovrebbe anche depositare, insieme al progetto, la formale richiesta al Campidoglio di indire la Conferenza di Servizi preliminare. Quindi, in teoria, da oggi scattano i 90 giorni di tempo che la legge attribuisce al Comune per concludere questi lavori tecnici: i funzionari del Campidoglio, quelli di Regione, Città Metropolitana, Soprintendenze, Ministeri, Società dei pubblici servizi, dovranno sostanzialmente rispondere a due quesiti. Il primo, se esistono motivi ostativi insormontabili e irrisolvibili all’approvazione del progetto. Se questi non ci sono, il secondo quesito è quali sono le prescrizioni di base dei vari Enti per ottenere l’assenso finale all’opera. Conclusa la Conferenza preliminare, in caso di esito positivo, quindi, di accoglimento (con o senza prescrizioni) dello Studio di Fattibilità, il verbale della Conferenza sarà fatto proprio dalla Giunta Gualtieri con una propria delibera. Che verrà portata all’esame delle varie Commissioni Consiliari competenti – dovrebbero essere Urbanistica, Lavori pubblici, Mobilità, Ambiente, Patrimonio, e, forse, Sport – e del Municipio IV. Dopo di che, esattamente come accadde nel 2014 con il progetto Tor di Valle, spetterà all’Assemblea capitolina votare il testo, attribuendogli, quindi, la validità di pubblico interesse.
A parte la questione del numero dei posti nel nuovo stadio, da tenere sott’occhio sono due elementi, entrambi legati alla presenza, di fronte al nuovo impianto, dell’Ospedale Sandro Pertini. Nel corso degli incontri con gli emissari giallorossi dello Studio Gau che sta gestendo il dossier, il Campidoglio ha chiaramente evidenziato la necessità che sia garantito l’accesso e l’uscita dei mezzi di soccorso dall’ospedale. E, seconda cosa, che non vi sia impatto acustico delle partite sul nosocomio e i pazienti. Gli altri problemi legati alla mobilità pubblica sono da controllare ma appaiono molto meno impattanti rispetto a Tor di Valle: stazione Tiburtina (treni alta velocità, treni regionali e treni da e per Fiumicino aeroporto), metro B (Tiburtina e Quintiliani) e metro B1 (Bologna) garantiscono la copertura del trasporto pubblico.

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