• domenica 4 Dicembre 2022 16:08

Circolazione interrotta, ieri pomeriggio, sulla linea B/B1 della metropolitana fra Castro Pretorio e Monti Tiburtini e Castro Pretorio e Jonio. Stando alle prime ricostruzioni, una persona, un ragazzo di 19 anni, avrebbe tentato il suicidio gettandosi sotto un treno in arrivo alla stazione Bologna. Sul posto sono intervenuti sia i Carabinieri che i Vigili del Fuoco che hanno impiegato un’ora abbondante per estrarre il ragazzo che è stato trasportato in condizioni gravissime al Policlinico Umberto I dove è stato ricoverato in pericolo di vita.
Ovviamente, la circolazione della metro è stata interrotta fino al pomeriggio inoltrato per consentire prima i soccorsi, poi i rilievi del caso e le attività necessarie a consentire il ripristino.
I Carabinieri della Compagnia dei Parioli hanno visionato le immagini delle telecamere di sorveglianza e dalle immagini si vede il ragazzo – che già in mattinata aveva manifestato intenzioni suicide tanto che i familiari avevano chiamato preoccupati il 112 – aspettare l’arrivo del convoglio per poi gettarsi sotto.
Gravi le ripercussioni sull’intero trasporto pubblico con le vetture in sostituzione prese d’assalto dai passeggeri. Lunghe code, mezzi strapieni, attese di ore alle fermate hanno caratterizzato il pomeriggio dei romani dopo che nella mattinata fra le 6 e le 7, per l’ennesima volta, si era registrata la chiusura della fermata Furio Camillo.
In questo caso, spiegano informalmente dall’azienda, il problema che ha causato questa chiusura è ancora una volta legato ai malfunzionamenti delle scale mobili. Furio Camillo è una stazione profonda dotata solo di scale mobili, due per la discesa e due per la salita. Attualmente, in discesa ne funziona una sola visto che l’altra è in attesa del collaudo per poter ripartire. Quando quella funzionante si ferma, per garantire il rispetto delle norme nazionali sulla sicurezza dei viaggiatori, la stazione viene obbligatoriamente chiusa. Resta irrisolto il motivo per il quale questi problemi continuino a verificarsi da ormai 4 anni quasi quotidianamente in una serie di stazioni – Furio Camillo, Ponte Lungo, San Giovanni, Re di Roma, Manzoni, Vittorio Emanuele – senza che gli interventi dell’azienda riescano a offrire all’utenza una soluzione duratura.

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