• domenica 4 Dicembre 2022 15:55

Corteo degli studenti, maltempo e conseguenti danni: alla ricetta per il perfetto venerdì di passione per i romani mancava solo del consueto sciopero dei mezzi pubblici. Poi, per il resto c’era tutto: alberi caduti – su tutti il grande platano crollato, durante la notte, sulla cancellata dell’Umberto I e su parte del tetto del reparto di terapia intensiva Covid fortunatamente senza provocare feriti – alla Giustiniana e a via Due Ponti; allagamenti vari come il sottopasso della stazione Saxa Rubra sulla ferrovia Roma-Viterbo e una serie di sottopassi stradali. Più il corteo degli studenti, poco più di un migliaio per la Questura, il doppio per gli organizzatori, da Circo Massimo a viale Trastevere con chiusure di strade e deviazione di linee bus. Il tutto mentre per oggi si prevede una nuova allerta meteo, gialla, con la previsione in particolare di piogge sulla città di Roma e nelle province di Rieti, Frosinone e Latina. 
Due i cortei previsti oggi: in mattinata, dalle 10.30 circa fino all’ora di pranzo, manifestazione degli studenti iraniani a Roma per “sensibilizzare l’opinione pubblica in merito ai processi di 15mila persone arrestate e condannate a morte in Iran”, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo a piazza Vittorio. Nel pomeriggio, invece, dalle 15 alle 18.30 manifestazione per l’evento culturale denominato “Erasmus 2022” con corteo da piazza dell’Esquilino fino a piazza Madonna di Loreto. In entrambi i casi, previste chiusure al traffico veicolare pubblico e privato, deviazioni per le linee bus e spostamento dei posteggi taxi.
In mezzo a questo caos quotidiano, arriva il rapporto CittàClima 2022 di Legambiente che assegna al Lazio il terzo posto fra le regioni italiane per eventi estremi: 136 in un arco temporale che va dal 2010 al 2022. E Roma segna il record negativo tra le città italiane più colpite da eventi estremi legati al cambiamento climatico: dal 2010 a fine ottobre 2022 ci sono stati 66 eventi di cui 39 allagamenti a seguito di piogge, in 14 casi è stata causata l’interruzione di infrastrutture viarie e ferroviarie.
Sul fronte delle ondate di calore, il record nazionale della scorsa estate si è registrato a Guidonia Montecelio con 41,2°C mentre al secondo posto italiano, con 40°C, ci sono Roma e Viterbo (insieme a Prato e Firenze), Viterbo che ha anche visto crescere la mortalità legata all’ondata di calore della seconda metà di luglio 2022: +48% (settimo peggior dato nazionale). A Roma, la temperatura media registrata tra il 1960 e oggi è salita di 2,66°C (dati Berkeley Earth).
Tra le aree urbane costiere che rischiano di essere sommerse dall’innalzamento dei livelli del mare e scomparire, nel Lazio ci sono la piana Pontina, quella di Fondi e l’intera area della foce del Tevere.
‘‘Nel Lazio tutte le agende politiche, istituzionali e delle grandi aziende devono porre come elemento prioritario un incessante contrasto alle emissioni climalteranti, la mitigazione delle conseguenze e l’adattamento del territorio. Oggi come non mai bisogna saldamente costruire il futuro della nostra Regione. L’ecosistema verde ha un ruolo decisivo per la capacità di catturare anidride carbonica e ridurre le isole di calore grazie alle chiome arboree”, commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

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