• domenica 4 Dicembre 2022 16:39

 

Otto ore di stop per la tratta centrale della metro B, fra Castro Pretorio e Basilica San Paolo. Tagliate fuori due fra le stazioni più importanti della città: Termini, con lo scambio con la linea A, e Piramide, porta di ingresso e scambio con Fs a Ostiense, inclusi i treni da e per Fiumicino Aeroporto, e con Cotral per la Roma-Lido di Ostia rimasta fuori dall’interscambio anche da Basilica San Paolo e Garbatella e solo con Eur Magliana funzionante. Né sono servite le navette attivate da Atac: alle 7.15 il primo tweet di interruzione della linea che poi è stata riattivata alle 15.15. Con l’Azienda che, raschiando il fondo del barile, è riuscita a mettere su strada 100 bus sostitutivi. Ovviamente, assolutamente insufficienti come capienza – un bus porta 100 passeggeri, un treno metro 1.200 – e come tempi di percorrenza.
Di fatto, le 100 vetture buttate in mezzo alla tempesta da Atac hanno fatto le veci di poco meno di otto treni e mezzo: decisamente poco rispetto al fabbisogno.
L’Azienda, in due diverse note stampa diffuse a inizio caos e poco prima di pranzo, ha parlato di “controlli sui sistemi di alimentazione elettrica”. In realtà il problema ha riguardato la tenuta meccanica dei cavi elettrici. Il sistema di alimentazione elettrico aereo prevede che i cavi dove passa la corrente, debbano essere tesi in uno specifico modo. Se questa tensione meccanica diminuisce, il cavo “si affloscia” mettendo a rischio la sicurezza dei treni. Intorno alle sette di mattina, un convoglio in transito a Circo Massimo ha fatto scattare i sistemi di emergenza per l’”afflosciamento” dei cavi elettrici. Per cui, l’Azienda ha dovuto sospendere la circolazione, prelevare i mezzi di controllo, portarli sul posto e verificare la corretta “durezza” dei cavi elettrici. Che non c’era per cui sono state necessarie svariate ore di lavoro per rimettere nella giusta tensione meccanica i cavi.
Il risultato, però, di queste otto ore di stop è stato il caos nelle strade: immagini da terzo mondo di navette prese d’assalto impossibilitate a chiudere le porte per le troppe persone a bordo, piazze – Termini e Piramide/Ostiense su tutte – brulicanti di centinaia di persone in cerca di un mezzo per andare al lavoro, social invasi dalla rabbia dei passeggeri per il disservizio e anche per lo scarso sistema di informazione all’utenza anche da parte di Cotral/Astral per i treni della Roma-Lido di Ostia e, infine, per la difficoltà a capire dove fermavano le navette sostitutive. Con l’assessore ai Trasporti, Eugenio Patané, che non trova nulla di meglio che chiedere ad Atac di verificare le cause dell’interruzione.
“Gualtieri è sindaco da un anno. Le differenze con la Raggi non si vedono. Tutti i giorni ce n’è una. Se questo è il risultato di Gualtieri tanto valeva tenerci la Raggi”, dice Francesca Canali, impiegata.

“Io dovevo attaccare in negozio alle unidici”, racconta Grazia Origanello a mezzogiorno e mezza ancora bloccata a Piramide. “Grazie all’ennesima giornata di disservizi Atac arriverò in ritardo. Poi ci chiedono di usare i mezzi pubblici per togliere le auto euro 3 dalle strade”.
Stessa lamentela anche di Lia Gregori: “Arrivo da Manziana con mia figlia per delle visite mediche. Mi sono ritrovata stipata in un carro bestiame. Però dobbiamo sentirli parlare di fascia verde”.
“Prendere la metro è un terno al lotto – dice Massimo Di Michele, attore e regista – non sai mai la sorpresa del giorno”.

 

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