• lunedì 6 Febbraio 2023 21:24

È corsa contro il tempo in Campidoglio per evitare che il Giubileo inizi e finisca senza i nuovi treni delle linee A e B la cui fornitura, messa a gara a maggio 2021 (qui il pdf della determina), sta incontrando problemi e ritardi.
L’ultimo atto è la rinuncia alla gara da parte del vincitore, la società spagnola CAF (qui la determina di assegnazione a CAF) che già in passato ha fornito i convogli delle sotterranee capitoline: un ricorso al Tar e prezzi lievitati hanno persuaso gli spagnoli a non confermare l’offerta inizialmente risultata vincitrice.
Così il Campidoglio ha dovuto assegnare l’appalto alla seconda classificata, la Hitachi (ex Ansaldo) (qui la determina di assegnazione a Hitachi) che era già ricorsa al Tar contro la vittoria degli spagnoli (ricorso respinto a settembre scorso).
Solo che l’assegnazione agli spagnoli era arrivata a dicembre dello scorso anno. Quella a Hitachi è stata ufficializzata il 31 ottobre scorso. Praticamente quasi un anno di ritardo. Che ora rischia di ricadere sui tempi di consegna dei treni. L’appalto originale prevedeva l’acquisto di 30 nuovi convogli, 23 da mettere in servizio sulla linea B e 7 per la A, divisi in due “contratti applicativi”. Il primo – 14 treni i totale, 12 per la B e 2 per la A – prevedeva di consegnare il primo treno più o meno a luglio 2024, il secondo a inizio dicembre 2024, il terzo a gennaio 2025 e poi due al mese fino alla consegna dell’ultimo convoglio per luglio 2025. Tempi già decisamente stretti al momento dell’indizione della gara e che ora, con questo ritardo di un anno nell’assegnazione del bando, rischiano concretamente di slittare.
Non a caso, dall’Assessorato alla Mobilità fanno sapere di avere allo studio una serie di iniziative per scongiurare questa possibilità: ad esempio, nel nuovo capitolato di gara (qui il pdf) vengono tagliati all’osso tutti i tempi di competenza comunale nella valutazione dei progetti e dei disegni dei nuovi treni.
Intanto, intervenendo al convegno organizzato dalla Fit-Cisl Lazio “Le periferie al centro di Roma”, l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, dopo aver ringraziato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per lo stanziamento dei fondi per la metro C (“che una manina aveva tolto”), annuncia: “Sto per affidare a Roma Metropolitane il progetto di prolungamento della linea A da Battistini a Monte Mario e Monte Spaccato, con una biforcazione a lingua di serpente, la revisione progettuale della linea B tra Rebibbia e Casal Monastero e quella della linea D, che è la metro con più carico e che doveva essere realizzata prima della C anche se poi, negli anni 90, colpevolmente si partì dalla C perché erano già pronti i fondi. Nel bilancio 2024 chiederemo i finanziamenti per i prolungamenti delle linee A e B” mentre il costo del nuovo contratto di servizio con Atac passerà da560 a 660 milioni di euro: “la trattativa è abbastanza avanti. Stiamo per chiudere l`accordo sul piano economico-finanziario per il nuovo contratto di servizio. Evidentemente servivano risorse in più. Quindi abbiamo messo 100 milioni di euro in più all’anno”.

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